La marea silenziosa, si avvicina la prima a colpi di polemiche
Andrea Lanini
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IL CAST. Il produttore Lorenzo Minoli, Tommaso Cavallini, regista e lattore Gianni Giannini 3 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Finalmente ci siamo. Dopo neanche tanto lunghe attese, ecco che "La marea silenziosa", il lungometraggio-opera prima del regista Tommaso Cavallini, prodotto dalla "Flying Dutchman" di Lorenzo Minoli, si avvicina a gran passi al grande schermo del cinema "Sotto le stelle" di Pontedera. Il debutto nazionale è fissato per lunedì 12 luglio, alle 21.30. Poi, partendo da lì, il film comincerà a girare, e speriamo che giri bene. Le stelle saranno ovviamente tra il pubblico: gli artisti della risata toscana Gianni Giannini e Athos Davini, tanto per ben cominciare, e poi i due giovani protagonisti, Alessandro Minoli e Melania Giaconi, e poi tutti i pontederesi che a vario titolo e in varie forme appaiono nella pellicola (una parte dei posti sarà riservata alle tante comparse presenti nel film). L'occasione insomma è ghiotta, anche se Tommaso, mentre la racconta, ha una sorta di sfumato rammarico nella voce. È perché, spiega, «la produzione ha scelto un taglio più "adolescenziale" rispetto al piano di partenza». «Secondo me va detto...», aggiunge. E spieghiamolo. «La cosa che avevo in mente io all'inizio era parecchio diversa... va bene, c'è il nonno, il nipote, la Vespa, c'è Pontedera, il Villaggio Piaggio, la fabbrica eccetera, però l'idea era di raccontarli da un altro punto di vista. Si è voluto dare un'impronta di leggerezza, un'aria da svagata atmosfera vacanziera, invece quando la marea silenziosa la immaginavo mesi fa la vedevo con un altra profondità di sguardo. Diciamo che ora è tutto più in superficie. Anche il Villaggio stesso risulta molto sfumato, una silhouette che si staglia sullo sfondo e vedi apparire ogni tanto, come se avvenisse un po' per caso; e anche la presenza degli operai è discretamente sparita rispetto allo spessore che le loro tute blu avevano avuto nella mia immaginazione; ma soprattutto sono spariti gli anni Novanta, e questo in effetti ha finito per stravolgere la storia: c'era un attacco con lei che era piccola (la "piccola" è Claudia, interpretata dall'attrice pisana Melania Giaconi, ndr) e poi è stato tagliato; la sua storia personale è praticamente sparita. E anche lui (Francesco, il ragazzo che si innamora di Claudia, interpretato da Alessandro Minoli) è un po' sfocato rispetto alle intenzioni originarie... Il risultato complessivo, torno a dire, fa pensare che si è voluto puntare su messaggi "facili". Non so, vediamo come va, speriamo bene». A parte questo, c'è comunque la soddisfazione di vedere un cinema che per la prima volta in vita mia ospita una storia che ho pensato e in cui ho creduto. È un primo passo, e di sicuro una soddisfazione. Ora si tratta di continuare... E si tratta di continuare con un secondo passo ben assestato. La zampata giusta Tommaso ce l'ha già in mente. Anzi ha in mente molto di più: la prossima storia. «Il prossimo film vedrai che...» spara nella cornetta con entusiasmo scaramantico. Ci vuole prudenza, guai a parlare ora, «ma al momento buono, quando vedo che si può raccontare qualcosa... ne ho parlato alle persone giuste, la cosa è piaciuta un casino!». Ci crede, Tommaso, fa piacere sentirlo così gasato. Potrebbe essere la svolta vera, il film della grande botta? gli chiediamo speranzosi. «Seee, la grande botta dal terrazzo...» ridacchia lui con la sua bella voce dimessa e scoppiettante al tempo stesso (e si può solo immaginare lo sguardo: gli occhi ridenti e fuggitivi di uno che, pur tenendo al suo profilo dimesso di cineasta per caso, sa bene che prima o poi ti sorprenderà). Ottimo segno, l'esorcismo della battuta sdrammatizzante è il miglior preludio possibile, segno che il Cavallini ci crede sul serio. Pontedera attende fiduciosa.
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