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Studenti-deputati mettono a punto una nuova legge
Paola Silvi
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PONTEDERA. Se diventeranno vere e proprie norme dello Stato non si sa. Quel che è certo è che le modifiche al "Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia" formulate dagli alunni della 5ª A Mercurio del Fermi saranno presentate alla Camera con l'auspicio di essere approvate. I giovani deputati in erba hanno redatto un progetto di legge e sabato, guidati dagli onorevoli Alberto Fluvi della Commissione finanze e da Maria Grazia Gatti, hanno simulato una seduta di lavoro. Hanno discusso, si sono confrontati con alcuni funzionari di Banca Etica presenti e hanno aggiunto un capo V bis al decreto legislativo 385/93. Che, per la prima volta nella storia del diritto italiano, regolamenta un'innovativa figura di banca, in linea con i principi della finanza etica. Un rompicapo per chi di materie finanziarie non se ne intende. Una passeggiata per questi studenti abituati a destreggiarsi nella giungla del burocratese tra commi, articoli e percentuali. Dalle aule di Montecitorio all'aula magna dell'istituto pontederese, sprofondata in un silenzio e in una concentrazione fuori dal comune, i ragazzi hanno passato in rassegna i singoli articoli. Hanno ascoltato i consigli degli esperti e hanno riscritto alcuni paragrafi del testo iniziale. «È stata una grande emozione - commenta Tatiana Cupcea - ci siamo sentiti autorevoli e competenti. Gli onorevoli presenti in sala ci trattavano alla pari come se fossimo veramente colleghi». «Un'esperienza indimenticabile», aggiunge la compagna di classe Ylenia Stefanini. «Sono rimasta sorpresa di come Fluvi e Gatti hanno organizzato i lavori. Ci hanno permesso di interagire liberamente». È stato nominato un presidente, che non poteva che essere Fluvi e un relatore, il professor Stefano Bertelli. E alla fine la legge è stata approvata per alzata di mano, all'unanimità. Ma la presentazione del regolamento è stato «un traguardo rivoluzionario», così lo ha definito Alessandro Messineo, portavoce degli studenti, che arriva a conclusione di un percorso ben più lungo. Tutto è cominciato a febbraio quando i maturandi ragionieri furono invitati a Montecitorio perché vincitori di una giornata di formazione. La 5ª Am aveva superato le selezioni regionali e poi quelle nazionali. «Visitare di persona gli incontri della commissione Bilancio e finanze era già stata un'occasione imperdibile, un sogno realizzato - racconta Alessandro - ma sapere che i deputati avevano talmente apprezzato il nostro lavoro da chiederci di stilare un progetto di legge è stata una conquista». E l'argomento ha talmente appassionato e coinvolto gli studenti che hanno dato il via a ricerche più approfondite. «Ci siamo divisi in gruppi. Abbiamo sfogliato i volumi della biblioteca scolastica - spiega Federico Caciagli - e vagliato diversi portali web per essere pronti a stilare gli emendamenti». Così improvvisandosi un po' politici e un po' bancari, sono diventati brillanti menti creatrici di una legge che ancora non esisteva. Di una proposta concreta e competente che gli onorevoli toscani intervenuti alla discussione, hanno promesso di presentare. «È stata una giornata unica anche per noi», hanno detto in coro Fluvi e Gatti. «Siamo stati molto accuditi». Per la preside Cristina Cosci «questo modo di lavorare dovrebbe essere preso a modello in tutti gli ambiti della didattica. Senza contare la dimensione umana che gli alunni hanno voluto valorizzare».
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