Il Tirreno

Pontedera

Cede l'argine della nuova scuola genitori minacciano un esposto e chiedono la messa in sicurezza

Il sit-in della gente preoccupata per il dissesto geogoligo che riguarda la collina sotto il cantiere
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Il sit-in della gente preoccupata per il dissesto geogoligo che riguarda la collina sotto il cantiere

Sit-in davanti al cantiere che su trova lungo via Belvedere Il dissesto causato dall'acqua venuta giù senza controllo dalla collina

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LARI. La scuola che il Comune di Lari sta costruendo su un argine di via Belvedere è diventata un caso dopo che, nei giorni scorsi, la collina intorno al mega edificio scolastico è stata interessata da frane e smottamenti che preoccupano i cittadini e in modo particolare le famiglie che abitano a valle del cantiere. Già due anni fa, appena aperto il cantiere, i vigili del fuoco avevano scritto al Comune, segnalando una situazione di pericolo dovuta alla nuova costruzione e al fatto che le acque meteoriche non erano state incanalate in maniera adeguata. Nessuno è però intervenuto e ora la situazione si è aggravata. In occasione dell'ultimo sopralluogo, dopo un violento temporale, i vigili del fuoco hanno accertato che in prossimità dei lavori si era creata una frana: la terra otturava l'unica fossa per la raccolta delle acque piovane ai piedi dell'argine della scuola. L'acqua che usciva dalla fossa coperta dalla frana ha attraversato la strada e si è riversata nel giardino della casa sottostante allentando - così scrivono i pompieri - un argine a valle. A chiedere l'intervento del Comune è stato, subito dopo la frana, il cittadino che abita a valle del cantiere. «La mia casa è in pericolo. Da quando sono iniziati i lavori sono aumentate le frane sulla collina di via Belvedere. Non c'è controllo delle acque e quando piove in abbondanza, come in questi giorni, può succedere di tutto», aveva detto Andrea Baroncini, esprimendo tutta la sua preoccupazione. Sono trascorse due settimane e niente è cambiato. L'area non è stata delimitata nei punti più a rischio, come era stato chiesto dai pompieri.  Ieri mattina alcuni cittadini si sono dati appuntamento davanti al cantiere per protestare. «Faremo un esposto alla Procura se sarà necessario - hanno detto a più riprese - vogliamo garanzie per i nostri figli che a settembre dovranno andare nella nuova scuola media. Vogliamo anche certezze che non ci siano rischi per la loro sicurezza». Al tempo stesso i cittadini si domandano le ragioni del dissesto che vedono sulla collina. «È sotto gli occhi di tutti - hanno ripetuto - non serve un geologo. Abbiamo paura, chiediamo un intervento e che siano accertate le eventuali responsabilità».

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