Il Tirreno

Pontedera

Colpo grosso all'azienda X-Line

Manolo Morandini
Alcuni protagonisti sulla scena: due dei dipendenti dell’azienda X-Line, un posto di blocco dei carabinieri della Compagnia di San Miniato e la Golf nera di cui i malviventi si sono serviti per allontanarsi dalla fabbrica, rinvenuta dai militari dell’Arma a poche centinaia di metri di distanza dallo stabilimento
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Alcuni protagonisti sulla scena: due dei dipendenti dell’azienda X-Line, un posto di blocco dei carabinieri della Compagnia di San Miniato e la Golf nera di cui i malviventi si sono serviti per allontanarsi dalla fabbrica, rinvenuta dai militari dell’Arma a poche centinaia di metri di distanza dallo stabilimento

Rapinatori in pieno giorno hanno fatto razzia di capi in pelle e pellicce

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 S. MARIA A MONTE Minacciano i dipendenti con un trincetto. Li immobilizzano con del nastro adesivo a caviglie e polsi e li chiudono nel bagno vicino al magazzino. In dieci minuti i rapinatori camuffati da corrieri agiscono indisturbati e portano a termine il colpo all'azienda di pellame X Line. «Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere», commenta turbato il titolare Fabio Franchelli.  Una rapina anomala, per l'orario e le modalità. Camuffati da corrieri i malviventi alle 9,30 si sono fatti aprire il cancello. Ad agire in due o forse di più. Con un trincetto in mano si precipitano verso i dipendenti: volano spinte e parole grosse. Chi è dentro ha paura. Per tanti è una scena vista solo nei film.  «Ci hanno detto che se non facevamo come dicevano ci sparavano», raccontano "le vittime" all'imprenditore Franchelli, corso in azienda appena avvertito dell'accaduto. Sono frammenti di un incubo che vengono sparati fuori a fatica. Le persone sono ancora turbate.  «Sono arrivato a cose fatte - continua il titolare - In azienda c'erano un dipendente, un collaboratore e un rappresentante di pellami che ci si sono trovati per caso. I malviventi hanno portato via i capi finiti, già pronti per essere consegnati ai negozi. E pensare che non sono neppure assicurato». C'è amarezza nelle sue parole.  Pensa a un'azione studiata. L'unica telecamera all'ingresso dell'azienda, inoltre, non è riuscita a immortalare i volti dei rapinatori. Anche la targa del furgone è sfuggita all'occhio elettronico.  Le persone sono state chiuse nel bagno. Il locale più vicino all'ingresso nel magazzino. È qui che sono state immobilizzate con del nastro adesivo, passato intorno ai polsi. Movimenti precisi. Il tutto si è svolto in appena dieci minuti. Tanto è bastato ai malviventi per introdursi nella fabbrica e caricare il bottino.  Per garantirsi un margine di tempo sufficiente a coprire la fuga hanno immobilizzato le persone anche alle caviglie, sempre col nastro adesivo. E le hanno chiuse nel bagno. Terrorizzati, i tre prima di provare a liberarsi hanno aspettato che in fabbrica calasse il silenzio. Sfondata la porta sono riusciti a chiamare i carabinieri. Ma lo spavento è stato tanto. Al punto che i militari hanno chiamato sul posto anche un medico del 118 di Pisa.  I rapinatori sono riusciti a far perdere le loro tracce. Per la fuga si sono serviti anche dell'auto di un dipendente della X-Line. Una Golf nera che hanno abbandonato a qualche centinaio di metri dall'azienda. Luogo dove i militari sospettano che abbiano fatto un cambio macchina.  I carabinieri della Compagnia di San Miniato che indagano sull'accaduto parlano di «rapina anomala». Non è solo la modalità a inquadrare il fatto tra quelli eccezionali. Il Comprensorio del Cuoio non è nuovo a furti di pellami ma in genere accadono di notte. Anche per questo lo spettro delle indagini è aperto su vari fronti. Sul posto i primi a intervenire sono stati gli uomini dell'Arma di Santa Maria a Monte.

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