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Dimenticato ma conteso nuova vita al Molino del Callone

Una veduta del Molino del Callone a Castelfranco
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Una veduta del Molino del Callone a Castelfranco

Gli Amici del Borgo vorrebbero acquistare la struttura e farne un museo anche il Comune di Castelfranco è interessato all'immobile della Provincia

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CASTELFRANCO. Un cartello sbiadito con la scritta "tetto pericolante" è appeso lì, da tempo, a impedire che qualcuno si avvicini a ciò che rimane dell'antico Molino del Callone. Uno degli edifici simbolo della storia del paese e del suo legame con il fiume. Dopo essere passato dalle mani del Demanio e della Regione, il complesso è oggi di proprietà della Provincia, che sembra intenzionata, nei prossimi anni, a metterlo in vendita. Da qui la proposta dell'associazione "Amici del borgo". L'associazione ha deciso di organizzare una raccolta fondi per acquistare l'intero fabbricato. Un obiettivo sicuramente ambizioso, che sarà annunciato ai castelfranchesi in occasione della prima "Festa dell'Arno e del Callone", che gli "Amici del Borgo" organizzano per il prossimo 2 giugno.  Un appuntamento pensato per far rivivere l'alveo del fiume, uno dei luoghi più suggestivi di Castelfranco. Un modo per riscoprire il legame con l'Arno, che ha garantito per secoli il sostentamento e lo sviluppo della cittadina del Valdarno. Il Callone è il luogo simbolo di questa storia: un antico mulino, trasformato e potenziato dai Medici a controllo delle merci in transito lungo il fiume. Luogo di pesca per i castelfranchesi, grazie alla costruzione di una diga (la cosiddetta "pescaia") nel 1574, di cui s'intravedono ancora le tracce.  «La sua storia ci ha talmente affascinato che abbiamo preso a cuore questo angolo nascosto - dice il presidente dell'associazione Marco Camerini - e lo abbiamo fatto diventare il nostro principale progetto per il futuro». L'idea è quella di riuscire ad acquistare l'interno complesso per farne la sede dall'associazione e un museo dedicato alla storia del paese e del suo fiume. «Vogliamo smuovere il Callone da una situazione di degrado - prosegue il vicepresidente Alberto Melani - Perciò abbiamo pensato di proporci come acquirenti. D'ora in avanti tutte le nostre iniziative saranno finalizzate a questo scopo».  L'idea lascia perplessa l'amministrazione, che fa sapere di essere intenzionata ad acquistare l'edificio. Attraverso una delibera di giunta del settembre scorso, infatti, il complesso del Callone è stato inserito tra le opere da finanziare all'interno del cosiddetto Pasl (progetti a carattere culturale sostenuti dall'Unione europea attraverso le Regioni). Un investimento da 650mila euro, di cui 260mila a carico del Comune, per l'acquisto e la ristrutturazione.  «Proporre ai cittadini una raccolta fondi mi sembra controproducente - dice il sindaco Umberto Marvogli - La Provincia sa che vogliamo acquistare l'edificio, evitando che finisca nelle mani di privati o speculatori. Grazie al Pasl abbiamo finanziato le opere legate alla Via Francigena; un seconda trance potrebbe servire per il Callone. Vediamo come si evolve la situazione. Se un'associazione come "Amici del Borgo" vuole collaborare con noi, ben venga».

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