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Festival Volterrateatro, accuse di censura
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CAPOGRUPPO. Danilo Cucini L'opposizione attacca: sugli spettacoli la giunta non deve interferire
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VOLTERRA. «Siamo di fronte ad un vero e proprio tentativo di censura preventiva da parte della giunta comunale nei confronti della manifestazione culturale più importante della città, il festival Volterrateatro», si scalda Danilo Cucini, capogruppo di opposizione per La sinistra per Volterra. In mano ha una bomba di parole, quelle che l'assessore alla cultura Gianfranco Carloni e il consigliere delegato a cinema e teatro Maurizio Righi hanno spedito all'associazione Carte Blanche, centro teatro e carcere guidata da Armando Punzo. Si tratta di un documento in cui la nuova amministrazione fa conoscere le sue idee al direttore artistico del festival, illustrata in consiglio comunale durante la discussione sulla bozza di convenzione per la manifestazione 2010. «Per fortuna nello schema approvato dal consiglio non si trova traccia di queste parole, ma rimane comunque agli atti del Comune un documento rivelatore delle opinioni degli amministratori». Poi il consigliere si accinge a leggerle: «Nel documento si chiede che il programma del festival venga concordato con l'assessorato competente. Dati utili da fornire per la programmazione e i finanziamenti futuri risultano: il tipo di pubblico a cui sono rivolti gli spettacoli e la stima dei biglietti venduti. Si dice proprio che per usufruire del contributo pubblico, gli eventi dovranno essere rispettosi delle diversità individuali e delle diverse sensibilità religiose». Cucini è scandalizzato, ricorda che la Costituzione, con gli articoli 22 e 33, protegge le opere artistiche e solleva l'arte a materia privilegiata sottratta anche al limite del buon costume. «Se le parole hanno un senso, in quel documento si afferma che l'assessore comunale, cioè l'autorità politica, dovrebbe assumersi il compito di concordare il programma del festival internazionale di teatro». Scaglia una freccia contro il consigliere Maurizio Righi: «Per rimediare - tuona - non è sufficiente il suo tentativo di minimizzare o di fornire un'interpretazione diversa delle parole scritte». La riflessione di Cucini va avanti: «Non solo, a rischio di veder negati i finanziamenti pubblici, ogni opera, per essere rappresentata nel festival, dovrebbe essere sottoposta alla verifica della giunta comunale relativamente al "rispetto" delle diversità individuali e delle diverse sensibilità religiose. Infine, ogni opera dovrebbe essere indicata alla fruizione di un tipo di pubblico capace di apprezzarla. Credo che, su questi argomenti, sarebbe interessante conoscere il parere dell'associazione Carte Blanche, destinataria della lettera, come sarebbe interessante conoscere il parere degli altri enti co-finanziatori della manifestazione, cioè la Regione Toscana, la Provincia di Pisa, i Comuni di Pomarance, Castelnuovo, Montecatini, nonché la Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra».
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