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I rivali diventano alleati e l'invidia rimane al palo: in cucina c'è altruismo
Cri.Mar.
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Due dei componenti dello staff di Zanobini il bar che ha vinto la gara2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Una gara, certo. Ma non solo. Un bel ritrovo. Tra colleghi. Tra amici. Tra persone che quotidianamente condividono le stesse fatiche, le stesse soddisfazioni. Come la fatica di sorridere anche quando non ne hai voglia. Come la soddisfazione di strappare un sorriso a chi quel giorno vede tutto nero. I baristi sono anche un po' sociologi, un po' psicologi, un po' confidenti, un po' confessori. Nei loro locali la vita scorre, la comunità cresce, cambia, migliora, peggiora. Onore alla loro attività, in un valzer di cocktail, aperitivi, merende salate, dolci, caffè e cappuccini che ha rappresentato un vero e proprio inno all'inventiva e alla qualità. La finale è pur sempre una finale e lo spirito competitivo ne ha senza dubbio incarnato il tratto saliente. In quella mano tremante che serve i piatti con le tartine ai giurati c'è tutto il senso della sfida. Il momento del giudizio è sentito, ma per ognuno dei concorrenti il miglior alleato diventa improvvisamente l'avversario, l'incoraggiamento più forte arriva proprio dal rivale. È questo il "dietro le quinte" dell'ultimo atto di "Caffè bollente". Fino a poche settimane fa hanno battagliato a colpi di tagliandi, oggi gareggiano l'uno contro l'altro sul terreno della qualità e della fantasia al servizio del buon palato. Ma hanno fatto ugualmente squadra, ben lontani dagli sguardi invidiosi a cui una gara di questo tipo si poteva benissimo prestare. Ed invece, c'è chi ha messo a disposizione un po' del suo ghiaccio, chi ha tolto dall'empasse il collega che si era "smarrito" nella preparazione del cocktail, chi ha assaggiato le sfoglie dell'altro ricoprendolo di complimenti, chi non si è risparmiato nel prodigare di consigli per la macinazione dei chicchi e per la preparazione degli espressi. Nessun colpo basso. Anzi, per ognuno di loro, gli applausi più fragorosi sono arrivati proprio dagli avversari. Alla fine, un vincitore c'è stato, ma solo perché ci doveva essere. Per il Tirreno hanno vinto tutti. Proprio tutti. Obiettivo raggiunto. Per il Tirreno doveva essere una festa, e una festa è stata. La festa dell'ospitalità, dell'accoglienza, del sorriso. La festa, soprattutto, di chi crede nel proprio lavoro. Davvero una bella giornata. Grazie, e buon caffè a tutti.
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