Canuso: «Il fenomeno è diffuso in almeno sei istituti su dieci»
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PONTEDERA. «La situazione non è più sopportabile», dice Maria Giuseppa Canuso, segretaria di Cisl scuola di Pisa. Che aggiunge: «Nei nostri uffici, assistiamo a un via vai di supplenti che raccontano di essere state chiamate dalle segreterie degli istituti per supplenze brevi». Tutte raccontano di aver ascoltato la solita postilla: «Purtroppo ad oggi non possiamo dirle se e quando potremo pagarla. In compenso, il suo servizio le farà maturare punteggio in graduatoria». I numeri sono da capogiro. «Almeno 6 istituti su 10 non pagano», osserva l'avvocato Giacomo Orsucci, del direttivo Cisl scuola. Le ultime buste paga sono state liquidate con i fondi ministeriali arrivati a dicembre. «Quei fondi, secondo il Ministero - riprende Canuso - avrebbero dovuto essere sufficienti per coprire le supplenze per tutto l'anno. Tuttavia, con una circolare inviata il 10 marzo, il Ministero informava i dirigenti di voler avviare, per il resto dell'anno, una sorta di monitoraggio degli impegni di spesa assunti dagli istituti per le supplenze brevi: garantendo l'invio di nuove somme se il denaro messo a disposizione si fosse rivelato insufficiente». Eppure, alcuni dirigenti «nel far firmare il contratto di assunzione, anche solo per qualche giorno, ai supplenti chiedono di accettare per scritto che non è possibile sapere se e quando saranno pagati». O almeno chiedevano. «Questa prassi - dice Canuso - per fortuna siamo riusciti a stroncarla». Quanti arretrati non sono stati ancora pagati? Difficile fare un calcolo. La paga oraria di un docente della scuola dell'infanzia è di poco più di 12 euro, che salgono a 12,50 per una docente della scuola primaria con pari esperienza, e ai 17,80 per uno di scuola media o di un liceo (se laureato). «Provate a moltiplicare queste cifre per mesi di lezione. E alcune centinaia di docenti».
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