Meteo
Apprezzamenti per il Cosimo dellazienda Masini
In gran spolvero i prodotti nostrani alla kermesse dei "Grandi Vini"
Luciano Gianfranceschi
◗
A sinistra la presidente Ginevra Venerosi Pesciolini 2 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. Perbacco, che "Grandi Vini della Costa Toscana", l'altro giorno a Lucca. Pur se ancora baby nei bicchieri perché sono stati assaggiati "en primeur" dalla vendemmia 2009. Un'estate molto calda, nemica dei profumi; ma non per chi sa lavorare nella vigna piuttosto che in cantina. Al Cosimo, che porta il nome dell'azienda sanminiatese Cosimo Maria Masini, tanto di cappello: se le potenzialità del territorio sono queste, ne vedremo delle belle. Dopo ogni assaggio, era uno scambio d'opinioni tra esperti, invitati. E, per la prima volta, c'era anche la voce dei consumatori (con biglietto d'ingresso), finalmente ammessi nel tempio dei gran cru. Torniamo alla scoperta della vendemmia 2009: il Caiarossa di Montescudaio già buono, il Chianti riserva delle sorelle Palazzi che sarà degno del vinsanto specialità già conosciuta, A Sirio (San Gervasio) ha fondamentali eccezionali, il Nambrot (Ghizzano) già eccellente, come il Teuto (Podernovo) e Vignaalta (Badia di Morrona). La cosiddetta zona pisana era rappresentata "in primeur" anche dai seguenti altri vini (tra parentesi le aziende): Rosso delle miniere (fattoria Sorbaiano); La Regola (podere La Regola); Colors (podere La Valletta); Duemani (Duemani); Castello Ginori (marchesi Ginori Lisci); Moro di Pava (Pieve de' Pitti); Varramista (Varramista); Casa Nocera (Pagani De Marchi), Dulcamara (I Giusti e Zanza); Sabiniano di Casanova (podere la Chiesa). C'erano anche, delle medesime aziende, i vini "in commercio", in altra sala, e il Varramista 2006, dell'azienda omonima montopolese, ha confermato di aver già meritato 3 bicchieri del Gambero Rosso in una precedente annata (con l'intuizione di Giovannino Agnelli di usare uve Sirah). Ma ovviamente le annate, dal 2003 in poi, risultavano più gradevoli al palato. «Per le degustazioni è risultata funzionale l'apertura al pubblico - osserva Ginevra Venerosi Pesciolini, presidente dell'associazione "Grandi Vini della Costa Toscana" - anche per una comunicazione tra produttore, operatore enologo, giornalista, consumatore. Molto partecipati sono stati i laboratori di degustazione, con 8 vini alla volta. E i talk show su "Pane e vino, ritorno alla semplicità", "La nascita dell'Itg Costa Toscana", che ci siamo meritati, e l'interrogativo "La carta dei vini nei ristoranti, diversi punti di vista?". Una vera kermesse».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
