Il Tirreno

Pontedera

La palestra e la piazza portano il nome del sacerdote

«Un esempio per tutti i giovani» don Vivaldi è ancora tra di noi

Foto di gruppo davanti alla palestra intitolata a don Vivaldi
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Foto di gruppo davanti alla palestra intitolata a don Vivaldi

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 SAN MINIATO. Si è svolta sabato, a San Miniato Basso, la cerimonia di intitolazione della palestra comunale in via dei Fossi e della piazza antistante a don Vinicio Vivaldi, parroco di San Miniato Basso dal 1953 al 2001.  Alla cerimonia erano presenti il sindaco Vittorio Gabbanini, il vescovo di San Miniato monsignor Fausto Tardelli, don Luciano Niccolai, parroco di San Miniato Basso, Mario Maltinti della Folgore Pallavolo e i nipoti di don Vinicio Vivaldi: Sandra, Valerio, Donatella e Marcello. Presenti anche i ragazzi delle scuole medie di San Miniato Basso e i rappresentanti di istituzioni e associazioni del territorio.  Oltre alle due targhe in ricordo del parroco di San Miniato Basso ad opera dell'amministrazione comunale, la società Folgore ha affisso nella palestra un quadro che riporta la scritta "Don Vinicio: un uomo di fede, un amico dei giovani ed anche il fondatore della nostra società, la Folgore».  «Uomo di fede perché - ha sottolineato Mario Maltinti nel suo intervento - don Vinicio ha sempre cercato di essere un degno rappresentante di Dio e della fede cristiana, nel suo modo di proporsi ha sempre cercato di far frequentare a tutti noi gli ambienti di culto e di religiosità, mai una volta si allontanava da quel contatto divino che lui voleva che noi imparassimo a custodire. Era amico dei giovani in quanto tutti noi, giovani di quel tempo, vedevamo in lui una pietra miliare del nostro vivere e del nostro rapporto con le cose e le persone di allora».  A rimarcare la figura di don Vinicio anche il sindaco Vittorio Gabbanini: «Non dimenticherò mai quell'ambiente così accogliente, una ricompensa affettiva che andava a sommarsi al calore delle nostre famiglie. Una seconda casa dove inconsapevolmente stavamo ricevendo un'altra educazione tesa all'aggregazione e alla solidarietà, nel senso che ci sentivamo parte di un gruppo, di una comunità. La comunità di San Miniato Basso. E questo è stato il suo dono più grande. Anch'io, come la maggior parte dei miei coetanei, ho trascorso l'adolescenza al "campino" della chiesa di San Miniato Basso. Ho trascorso ore indimenticabili con don Vinicio: l'esperienza del chierichetto, il periodo dell'acqua santa. Tutti noi abbiamo condiviso con lui momenti di gioia, ma anche momenti difficili, ai quali non si è mai sottratto per la sua forte carica di amore fraterno».  La cerimonia si è conclusa quando il vescovo di San Miniato monsignor Fausto Tardelli ha benedetto le due targhe. Il vescovo ha ringraziato l'amministrazione per aver intitolato la piazza ad un sacerdote e poi si è rivolto agli studenti: «Un pensiero per i giovani che non hanno conosciuto don Vinicio. La vostra vita è proiettata verso gli anni che verranno, ma non dovete dimenticare che ci sono persone che hanno segnato l'esistenza della popolazione, della comunità, dando un contributo profondo. Oggi possiamo godere di certi frutti seminati da altri che hanno concorso alla crescita dell'umanità. Per questo è importante ricordare il loro operato e la loro figura».

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