Il Tirreno

Pontedera

I commercianti di via Tosco Romagnola e S. Maria protestano e chiedono al Comune di potenziare la fognatura

Veglia il negozio temendo l'alluvione

Sabrina Chiellini
Andrea Perillo nel suo negozio Cristina Borelli davanti al chiostro e due immagini del centro Club del Sole a San Giorgio
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Andrea Perillo nel suo negozio Cristina Borelli davanti al chiostro e due immagini del centro Club del Sole a San Giorgio

L'incubo di chi lavora a S. Giorgio in una zona che quando piove va sott'acqua

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 SAN GIORGIO. Ha vegliato il suo negozio nel timore di nuovi allagamenti. A febbraio dell'anno scorso, Daniela Equi, una delle titolari del Club del Sole, per colpa dell'alluvione ha perso buona parte dei macchinari del centro estetico situato lungo la Tosco Romagnola a San Giorgio di Cascina. Domenica scorsa lo stesso incubo. E così, l'altra notte, Daniela, alle 3 era nel negozio.  «È inutile negarlo: ci stanno prendendo in giro - dice l'artigiana, che abita a Ponsacco - Non ho vergogna a raccontarlo. Sono stata in negozio più volte di notte per controllare che l'acqua non rovinasse i macchinari. Dopo l'alluvione di febbraio 2009 abbiamo avuto danni per 300mila euro. Nel centro estetico ci sono macchinari anche da settantamila euro l'uno e non si possono spostare tanto facilmente come qualcuno crede. Così quando piove e le fognature non ricevono a sufficienza per noi diventa un incubo. Domenica notte sono arrivati i vigili del fuoco, la Croce Rossa ma del Comune non si è vista un'anima. Siamo andati da soli a prendere i sacchi per fermare l'acqua». Domenica notte le fognature sono andate in tilt dopo il nubifragio. «Usciva l'acqua dal bagno - racconta Equi - è stato un disastro. Sono stata in Comune a protestare e qualcuno mi ha risposto con aria di sufficienza. Mi hanno detto: "Signora, non lo vede che il suo negozio è sotto terra?". Vi sembra un ragionamento da fare? Se il Comune sa che questa zona è a rischio non devono dare i permessi per aprire negozi, bar e attività commerciali. Se non fanno i lavori alla fognatura, se non controllano il fosso della Mariana, lungo la strada che da San Casciano porta alla Tosco Romagnola noi siamo nei guai. Abbiamo scritto anche a Striscia la notizia, speriamo che il Gabibbo venga a trovarci. Paghiamo le tasse, lavoriamo, il Comune faccia la sua parte con i servizi necessari a garantire che case e negozi non vadano sott'acqua ogni volta che piove».  Anche a "Effetto Bianco", negozio di biancheria situato nello stesso tratto della Tosco Romagnola, proprietario e commessa si mettono le mani nei capelli soltanto a sentire parlare di pioggia o temporali. «Il Comune non fa niente per potenziare la fognatura - dice il proprietario Andrea Perillo - domenica notte l'acqua usciva dal water e non è stata una bella situazione. Nel negozio c'erano venti centimetri d'acqua, abbiamo avuto molti danni. Dopo l'alluvione di febbario 2009 ci aspettavamo un intervento, ci hanno ignorato».  Protesta anche Cristina Borelli, titolare di un chiostro per la vendita di fiori davanti al cimitero, in via Santa Maria, sempre a San Giorgio. «Ogni volta che piove queste strade si allagano e sono danni per tutti. Domenica notte il fosso di via Santa Maria è arrivato alla strada. Quando ci sono gli allagamenti devo restare chiusa, è difficile lavorare in quelle condizioni. Il mio caso non è isolato. Anche domenica notte quando sono intervenuti i vigili del fuoco era evidente che le fognature non ricevevano. Il Comune di Cascina però continua a non dare risposte. Ci piacerebbe tanto sapere perché nessuno si occupa del problema. Questo è il modo per mettere in ginocchio le famiglie».

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