Claudia è disperata: «Non potrò più assistere mia madre gravemente malata»
L'Inps le toglie i giorni di congedo
Paola Silvi
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FORNACETTE. Il giorno in cui le è arrivata la notizia, la disperazione ha preso il sopravvento. Claudia Palazzuoli non potrà più usufruire dei tre giorni di congedo al mese, previsti dalla legge 104, per assistere familiari con gravi disabilità. Sua madre, ottantenne, è stata riconosciuta dalla commissione civile dell'Inps invalida al 100%, ma a lei, unica figlia, non le è stato rinnovato il permesso di assentarsi dal lavoro per accompagnarla ai continui controlli medici ai quali purtroppo deve sottostare. Un'incongruenza. Un rebus impossibile da decifrare. «Una vergogna», sfoga tutta la sua rabbia Claudia. «Mi sento impotente - continua la donna, che abita a Fornacette - di fronte ad una situazione che non riesco a capire. A chi potrò affidarmi ora?». L'anno passato Claudia poteva fruire delle agevolazioni previste dalla 104. Quest'anno invece no. «Che cos'è cambiato?», denuncia ancora. «Mia madre è completamente invalida e bisognosa di assistenza continua. Senza contare che le sue condizioni sono peggiorate ed ha bisogno di sottoporsi a visite mediche ed ecografie periodiche». E la signora entra nel merito con date, certificati e documenti alla mano. «Il 3 febbraio mia madre è stata visitata dalla commissione Inps che l'ha ritenuta "grave". Il 20 dello stesso mese scadeva la pratica basata sulla 104 e il giorno dopo mia madre è caduta riportando nuove lesioni che danneggiano ulteriormente la sua salute già molto compromessa». Per poter prestare l'assistenza di cui la madre ha necessità, Claudia Palazzuoli è stata costretta ad assentarsi un mese e mezzo dal posto di lavoro, alla Pistoni Asso. «Sono a casa - spiega ancora - con un permesso non retribuito. Quando ho saputo che mi avevano tolto la 104 mi sono sentita mancare. Come farò adesso?». Senza soldi se resta al capezzale della madre, senza nessuno che si prende cura di lei se invece va in azienda. «Farò ricorso ma dovrò aspettare ancora 4 mesi. E intanto dopo Pasqua dovrò tornare a lavoro, ma a chi lascerò mia madre?» Tante domande che per il momento non trovano risposta. «Non vorrei - conclude con lo sguardo velato - ricorrere alle residenze sanitarie assistite. Sono l'unica figlia e come tale mi sento responsabile della sua vita e sono felice di occuparmi di lei».
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