Il presidio
IL SEXGATE DI CASCINA
"Qualcuno vuole incastrarmi"
Sabrina Chiellini
L’ex assessore Lorenzi risponde punto per punto alle voci che circolano: non esiste una casa dove incontra le donne, non ha mai chiesto favori sessuali. «Sono sempre stato galante, posso avere fatto apprezzamenti a persone adulte e consenzienti ma non sono mai andato oltre»
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CASCINA. È vero che ha usato una garçonnière sul litorale pisano per incontrare donne che erano state in Comune a chiederle una casa?
«Non scherziamo, non c'è nessuna casa in affitto a mio nome».
Il sexgate cascinese si arricchisce ogni momento di particolari piccanti e fantasiose storie popolari. Ma l'assessore Lorenzi non si tira indietro e sceglie di rispondere su tutto. Tanto alle accuse formali quanto alle voci.
L'accusano di avere chiesto favori sessuali a più donne promettendo loro aiuti economici e una casa popolare. Cosa risponde?
«Ma come è possibile che abbia chiesto cose di questo genere! Posso avere fatto apprezzamenti a persone adulte e consenzienti che hanno accettato volentieri un complimento ma non sono mai andato oltre. Chi mi conosce su questo non ha alcun dubbio».
Una donna di 31 anni che abita a San Lorenzo alle Corti l'accusa di averle chiesto di girare un film porno...
«Mai chiesto niente del genere, meno che mai obbligato qualcuno. C'è una regia in tutto questo, chi oggi mi rivolge pesanti accuse è venuto in Comune, per anni. Ogni giorno con una richiesta diversa: casa, soldi, un'occupazione. Sono tantissime le persone che ho incontrato in questi dieci anni da assessore, più di tremila sicuramente. Solo in poche, 4 o 5, mi accusano».
Sa chi l'ha denunciata?
«Con certezza no. Immagino chi possa averlo fatto, perché chiedeva sempre di più e non sempre è possibile aiutare tutti. C'è chi vuole una casa e magari lavora al nero, viaggia con grosse macchine intestate ad altri e tante altre storie non semplici da mettere in piazza». L'assessore si interroga sull'attendibilità di chi oggi è pronto a sparlare di lui.
Da tempo ci sono voci insistenti su suoi presunti atteggiamenti, diciamo impropri, nei confronti delle cittadine che si rivolgono al suo ufficio. Ne sapeva qualcosa?»
«Circa due anni e mezzo fa alcune giostraie hanno messo in giro questa voce andando addirittura dal sindaco. Volevano l'assegnazione di un terreno per poi piazzare le roulotte a Zambra. Spiegai loro che non potevo aiutarle, che non avevo gli strumenti. Andarono dal sindaco a raccontare che avrei espresso la volontà di stare con loro. Ma non era vero. Se non ricordo male c'era stata al sindaco anche una telefonata dal segretario del lavoro di Pisa che gli chiedeva chiarimenti su questa vicenda. Tutte storie non vere, non ebbi difficoltà a dimostrarlo».
Ricorda altri episodi?
«Una donna albanese, all'epoca viveva all'ex scuola "Favilla", sosteneva che le avevo fatto delle avances. Il sindaco venne chiamato dall'Asl, dalle assistenti sociali. Si chiarì tutto quanto. La donna voleva un aiuto. Le risposi che se le avessi dato la casa popolare qualcuno avrebbe pensato che stavamo insieme, che eravamo fidanzati. Non sono io che assegno le case, questo è elementare, lo sanno tutti. In quell'occasione si chiarì che c'era stato un malinteso, dovuto a difficoltà di comprensione della lingua (fatto peraltro confermato anche dalla stessa protagonista, ndr)».
Ci sarebbe una registrazione che la inchioda. Che ne pensa?
«Dubito. Ascoltiamo questa registrazione. Sentiamo le voci, non può esserci solo la mia, non avrebbe senso. Mi hanno teso una trappola, ne sono certo. È stato tutto studiato. Persone che non hanno niente da perdere possono essere irretite con qualsiasi promessa. Ma io, ripeto, non sono neppure nella commissione che si occupa dell'assegnazione delle case popolari».
Perché non ha chiesto subito l'intervento di un avvocato di fiducia?
«Non pensavo di averne bisogno. Quando mi hanno chiesto di perquisire l'ufficio potete immaginare il mio stato d'animo. Non ho mai avuto una multa. Ho lavorato per 26 anni nelle ferrovie, avrò fatto due giorni di malattia. Dicono che l'ho molestate. Tutti mi conoscono come una persona galante, cerco sempre di esserlo con le donne adulte e consenzienti, come ho già detto. A questo punto, visto come stanno andando le cose, ho deciso di farmi difendere da un avvocato che devo ancora incontrare».
Ma non si è mai preoccupato delle chiacchiere che giravano sul suo conto?
«Succede a chi sta al pubblico. Ma ora, lo ripeto, c'è un disegno dietro. Non capisco ancora chi abbia interesse a farmi del male e per quale ragione, eppure sono sicuro che c'è qualcuno che sta tramando. A volte venivano nel mio ufficio donne disperate, cercavo di consolarle come so fare. Anche con i complimenti ma mai andando oltre. Altro lo diranno i miei avvocati. Chi mi accusa dovrà anche provare quello che va affermando».
«Non scherziamo, non c'è nessuna casa in affitto a mio nome».
Il sexgate cascinese si arricchisce ogni momento di particolari piccanti e fantasiose storie popolari. Ma l'assessore Lorenzi non si tira indietro e sceglie di rispondere su tutto. Tanto alle accuse formali quanto alle voci.
L'accusano di avere chiesto favori sessuali a più donne promettendo loro aiuti economici e una casa popolare. Cosa risponde?
«Ma come è possibile che abbia chiesto cose di questo genere! Posso avere fatto apprezzamenti a persone adulte e consenzienti che hanno accettato volentieri un complimento ma non sono mai andato oltre. Chi mi conosce su questo non ha alcun dubbio».
Una donna di 31 anni che abita a San Lorenzo alle Corti l'accusa di averle chiesto di girare un film porno...
«Mai chiesto niente del genere, meno che mai obbligato qualcuno. C'è una regia in tutto questo, chi oggi mi rivolge pesanti accuse è venuto in Comune, per anni. Ogni giorno con una richiesta diversa: casa, soldi, un'occupazione. Sono tantissime le persone che ho incontrato in questi dieci anni da assessore, più di tremila sicuramente. Solo in poche, 4 o 5, mi accusano».
Sa chi l'ha denunciata?
«Con certezza no. Immagino chi possa averlo fatto, perché chiedeva sempre di più e non sempre è possibile aiutare tutti. C'è chi vuole una casa e magari lavora al nero, viaggia con grosse macchine intestate ad altri e tante altre storie non semplici da mettere in piazza». L'assessore si interroga sull'attendibilità di chi oggi è pronto a sparlare di lui.
Da tempo ci sono voci insistenti su suoi presunti atteggiamenti, diciamo impropri, nei confronti delle cittadine che si rivolgono al suo ufficio. Ne sapeva qualcosa?»
«Circa due anni e mezzo fa alcune giostraie hanno messo in giro questa voce andando addirittura dal sindaco. Volevano l'assegnazione di un terreno per poi piazzare le roulotte a Zambra. Spiegai loro che non potevo aiutarle, che non avevo gli strumenti. Andarono dal sindaco a raccontare che avrei espresso la volontà di stare con loro. Ma non era vero. Se non ricordo male c'era stata al sindaco anche una telefonata dal segretario del lavoro di Pisa che gli chiedeva chiarimenti su questa vicenda. Tutte storie non vere, non ebbi difficoltà a dimostrarlo».
Ricorda altri episodi?
«Una donna albanese, all'epoca viveva all'ex scuola "Favilla", sosteneva che le avevo fatto delle avances. Il sindaco venne chiamato dall'Asl, dalle assistenti sociali. Si chiarì tutto quanto. La donna voleva un aiuto. Le risposi che se le avessi dato la casa popolare qualcuno avrebbe pensato che stavamo insieme, che eravamo fidanzati. Non sono io che assegno le case, questo è elementare, lo sanno tutti. In quell'occasione si chiarì che c'era stato un malinteso, dovuto a difficoltà di comprensione della lingua (fatto peraltro confermato anche dalla stessa protagonista, ndr)».
Ci sarebbe una registrazione che la inchioda. Che ne pensa?
«Dubito. Ascoltiamo questa registrazione. Sentiamo le voci, non può esserci solo la mia, non avrebbe senso. Mi hanno teso una trappola, ne sono certo. È stato tutto studiato. Persone che non hanno niente da perdere possono essere irretite con qualsiasi promessa. Ma io, ripeto, non sono neppure nella commissione che si occupa dell'assegnazione delle case popolari».
Perché non ha chiesto subito l'intervento di un avvocato di fiducia?
«Non pensavo di averne bisogno. Quando mi hanno chiesto di perquisire l'ufficio potete immaginare il mio stato d'animo. Non ho mai avuto una multa. Ho lavorato per 26 anni nelle ferrovie, avrò fatto due giorni di malattia. Dicono che l'ho molestate. Tutti mi conoscono come una persona galante, cerco sempre di esserlo con le donne adulte e consenzienti, come ho già detto. A questo punto, visto come stanno andando le cose, ho deciso di farmi difendere da un avvocato che devo ancora incontrare».
Ma non si è mai preoccupato delle chiacchiere che giravano sul suo conto?
«Succede a chi sta al pubblico. Ma ora, lo ripeto, c'è un disegno dietro. Non capisco ancora chi abbia interesse a farmi del male e per quale ragione, eppure sono sicuro che c'è qualcuno che sta tramando. A volte venivano nel mio ufficio donne disperate, cercavo di consolarle come so fare. Anche con i complimenti ma mai andando oltre. Altro lo diranno i miei avvocati. Chi mi accusa dovrà anche provare quello che va affermando».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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