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Fauglia
I debiti? Li pago coi rifiuti
Francesca Suggi
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Alcuni cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbaniSpesi. Finiti. Dilapidati. E pure quei 670mila euro nella cassaforte della tesoreria sono già stati tutti impegnati. In altre parole, le casse municipali di Fauglia sono a secco
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FAUGLIA. Spesi. Finiti. Dilapidati. E pure quei 670mila euro nella cassaforte della tesoreria sono già stati tutti impegnati. In altre parole, le casse municipali di Fauglia sono a secco. Tanto che il Comune si è trovato costretto a chiedere ai suoi cittadini un anticipo sulla Tarsu. «Così cominceremo a ripagare quel milione di debiti lasciati in eredità dalla vecchia giunta». C'è amarezza nelle parole del sindaco.
Carlo Carli avrebbe fatto a meno di emettere 5 mesi prima quelle 1.700 fatture per lo smaltimento dei rifiuti solidi. «Ma la situazione finanziaria che abbiamo trovato è tale che al momento non potevamo fare diversamente. Si tratta ancora dell'importo del 2009 e per prassi le fatture sarebbero dovute arrivare a primavera. In questo modo riusciremo a far rientrare 200mila euro che dobbiamo impiegare per ripristinare un po' di liquidità e ripianare per esempio i 216mila euro di rosso che abbiamo con Geofor», continua.
Dal palazzo urge la necessità di tamponare alcune spese vive. Dei 400mila euro all'anno che il Comune spende per lo smaltimento dei rifiuti, ne rientrerà la metà. «Di solito si attinge all'anticipazione di tesoreria che per noi ammonta a 670mila euro - va nei dettagli Carli - ma quei soldi a cui si ricorre abitualmente in casi eccezionali sono già stati impegnati dalla vecchia amministrazione per il pagamento degli stipendi dei dipendenti e per saldare le rate dei mutui che il Comune ha».
Dalle parole del primo cittadino salta fuori una critica neppure tanto velata alla gestione del palazzo e dei soldi pubblici da parte della giunta Froli.
Dai cittadini non sono mancati mugugni e polemiche rispetto all'anticipo richiesto nelle bollette che stanno arrivando in questi giorni. In totale sono 1.700, di cui 1.400 destinate a famiglie, mentre le restanti agli esercizi sul territorio. A nessuno fa piacere alleggerire il portafoglio prima del tempo. «Qualcuno in paese ha interpretato male queste fatture - chiarisce Carli - credendo che questa tassa, essendo legata allo smaltimento dei rifiuti, sia riconducibile da una parte alla sostituzione di alcuni cassonetti, attualmente in corso, e dall'altra al pagamento degli stipendi dei dipendenti. La richiesta di anticipo, invece, non ha niente a che vedere con questi due aspetti».
Anche il segretario del Pd di Fauglia, Alberto Lenzi, non si risparmia: «Alcuni mesi fa era stata inviata una lettera da Carli - puntualizza - con la quale venivano segnalati ai cittadini i reali e documentati problemi economici del Comune. In seguito si sono tenuti incontri tra giunta e abitanti dov'è stata evidenziata la necessità di servirsi delle anticipazioni sulla Tarsu come fonte indispensabile di liquidità per le casse comunali. Semmai c'è da chiedersi perché il sindaco è stato costretto a fare questo e di chi sono le responsabilità».
Carlo Carli avrebbe fatto a meno di emettere 5 mesi prima quelle 1.700 fatture per lo smaltimento dei rifiuti solidi. «Ma la situazione finanziaria che abbiamo trovato è tale che al momento non potevamo fare diversamente. Si tratta ancora dell'importo del 2009 e per prassi le fatture sarebbero dovute arrivare a primavera. In questo modo riusciremo a far rientrare 200mila euro che dobbiamo impiegare per ripristinare un po' di liquidità e ripianare per esempio i 216mila euro di rosso che abbiamo con Geofor», continua.
Dal palazzo urge la necessità di tamponare alcune spese vive. Dei 400mila euro all'anno che il Comune spende per lo smaltimento dei rifiuti, ne rientrerà la metà. «Di solito si attinge all'anticipazione di tesoreria che per noi ammonta a 670mila euro - va nei dettagli Carli - ma quei soldi a cui si ricorre abitualmente in casi eccezionali sono già stati impegnati dalla vecchia amministrazione per il pagamento degli stipendi dei dipendenti e per saldare le rate dei mutui che il Comune ha».
Dalle parole del primo cittadino salta fuori una critica neppure tanto velata alla gestione del palazzo e dei soldi pubblici da parte della giunta Froli.
Dai cittadini non sono mancati mugugni e polemiche rispetto all'anticipo richiesto nelle bollette che stanno arrivando in questi giorni. In totale sono 1.700, di cui 1.400 destinate a famiglie, mentre le restanti agli esercizi sul territorio. A nessuno fa piacere alleggerire il portafoglio prima del tempo. «Qualcuno in paese ha interpretato male queste fatture - chiarisce Carli - credendo che questa tassa, essendo legata allo smaltimento dei rifiuti, sia riconducibile da una parte alla sostituzione di alcuni cassonetti, attualmente in corso, e dall'altra al pagamento degli stipendi dei dipendenti. La richiesta di anticipo, invece, non ha niente a che vedere con questi due aspetti».
Anche il segretario del Pd di Fauglia, Alberto Lenzi, non si risparmia: «Alcuni mesi fa era stata inviata una lettera da Carli - puntualizza - con la quale venivano segnalati ai cittadini i reali e documentati problemi economici del Comune. In seguito si sono tenuti incontri tra giunta e abitanti dov'è stata evidenziata la necessità di servirsi delle anticipazioni sulla Tarsu come fonte indispensabile di liquidità per le casse comunali. Semmai c'è da chiedersi perché il sindaco è stato costretto a fare questo e di chi sono le responsabilità».
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