I reclami degli abitanti
Nel cortile lo scarico delle fogne
Francesca Suggi
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La “melma” in giro per il cortile del palazzo. Sotto una Maria Serena PiccioloniL'odoraccio che sale dal cortile è inequivocabile. Un'occhiata per capire meglio da dove arriva, e soprattutto come. I due pozzetti dello scarico fognario del palazzo sono quasi interamente coperti da quella "melma", che proprio da là dentro fuoriesce
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PONTEDERA. L'odoraccio che sale dal cortile è inequivocabile. Un'occhiata per capire meglio da dove arriva, e soprattutto come. I due pozzetti dello scarico fognario del palazzo sono quasi interamente coperti da quella "melma", che proprio da là dentro fuoriesce.
E inonda il piazzale sul quale si affacciano ben 14 famiglie.
Non se la passano benissimo gli abitanti del condominio di via Amendola 5. «Da anni segnaliamo questa situazione vergognosa che non viene mai risolta definitivamente. E' inaccettabile che le persone possano convivere perennemente con questo degrado», Maria Serena Piccioloni è tra le più combattive del palazzo. Lei è in pensione, percepisce 450 euro al mese e paga 80 euro di "condominio" ad Apes. Quello, infatti, è un blocco di case popolari Fuori del ponte, in zona Maltagliata. Al numero 5, però oltre al problema fogne, appare subito evidente un altro disagio che ricade, tutto, sulle 14 famiglie che ci abitano. All'ingresso, il portone è aperto. E per facilitare chi vuole entrare, così deve stare. "Campanelli rotti, non rimuovere questo foglio", si legge.
«E' un mese che siamo in questa condizione, la gente suona e i campanelli restano muti. Lo abbiamo segnalato, ma ancora il problema non è risolto», continua.
La gente protesta. I disagi sono evidenti. La risoluzione, però, non sembra esattamente dietro l'angolo considerati i tempi di attesa da parte degli abitanti del palazzo. Qualcuno vive tutto anche con una certa rassegnazione.
«E che ci vuoi fare, tanto alla fine hanno sempre ragione loro. Speriamo che non succeda mai una disgrazia», sospira un'altra pensionata con le borse della spesa al braccio che sale su per le scale.
Chi è combattivo, invece, pretende quantomeno di poter vivere dignitosamente.
«Non è possibile che nel cortile ci siano le fogne che spurgano fuori feci carta igienica. Noi non possiamo accettare di vivere così, tre mesi fa sono venuti a stasare i pozzetti, dentro ci hanno trovato di tutto», prosegue la signora Piccioloni. Per le famiglie con bambini piccoli al seguito la questione igiene e sicurezza si acuisce. I piccoli girottolano. Nel cortile il degrado a cielo aperto non solo è evidente, ma è anche un ricettacolo di microbi e sporcizia.
E inonda il piazzale sul quale si affacciano ben 14 famiglie.
Non se la passano benissimo gli abitanti del condominio di via Amendola 5. «Da anni segnaliamo questa situazione vergognosa che non viene mai risolta definitivamente. E' inaccettabile che le persone possano convivere perennemente con questo degrado», Maria Serena Piccioloni è tra le più combattive del palazzo. Lei è in pensione, percepisce 450 euro al mese e paga 80 euro di "condominio" ad Apes. Quello, infatti, è un blocco di case popolari Fuori del ponte, in zona Maltagliata. Al numero 5, però oltre al problema fogne, appare subito evidente un altro disagio che ricade, tutto, sulle 14 famiglie che ci abitano. All'ingresso, il portone è aperto. E per facilitare chi vuole entrare, così deve stare. "Campanelli rotti, non rimuovere questo foglio", si legge.
«E' un mese che siamo in questa condizione, la gente suona e i campanelli restano muti. Lo abbiamo segnalato, ma ancora il problema non è risolto», continua.
La gente protesta. I disagi sono evidenti. La risoluzione, però, non sembra esattamente dietro l'angolo considerati i tempi di attesa da parte degli abitanti del palazzo. Qualcuno vive tutto anche con una certa rassegnazione.
«E che ci vuoi fare, tanto alla fine hanno sempre ragione loro. Speriamo che non succeda mai una disgrazia», sospira un'altra pensionata con le borse della spesa al braccio che sale su per le scale.
Chi è combattivo, invece, pretende quantomeno di poter vivere dignitosamente.
«Non è possibile che nel cortile ci siano le fogne che spurgano fuori feci carta igienica. Noi non possiamo accettare di vivere così, tre mesi fa sono venuti a stasare i pozzetti, dentro ci hanno trovato di tutto», prosegue la signora Piccioloni. Per le famiglie con bambini piccoli al seguito la questione igiene e sicurezza si acuisce. I piccoli girottolano. Nel cortile il degrado a cielo aperto non solo è evidente, ma è anche un ricettacolo di microbi e sporcizia.
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