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Scuola gratuita? MacchéAi genitori si chiede di pagare per tutto

Paola Silvi
Scuola gratuita? MacchéAi genitori si chiede di pagare per tutto

Viaggio nella scuola dell'obbligo, quella gratuita, dove però pagano tutti. Chi con contribuiti, più o meno volontari, chi portando risme di carta o pennarelli. Le scuole, per organizzare l'anno scolastico, sistemare le classi e fare i conti con un'altra stagione di ristrettezze, sono costrette a chiedere soldi ai genitori

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PONTEDERA. Viaggio nella scuola dell'obbligo, quella gratuita, dove però pagano tutti. Chi con contribuiti, più o meno volontari, chi portando risme di carta o pennarelli. Le scuole, per organizzare l'anno scolastico, sistemare le classi e fare i conti con un'altra stagione di ristrettezze, sono costrette a chiedere soldi ai genitori. Soldi che servono in primo luogo per coprire l'assicurazione degli alunni, ma poi anche per comprare gli strumenti per i laboratori, i libretti scolastici, la carta per le fotocopiatrici, il toner per le stampanti, perfino la carta igienica.
Di paese in paese, di istituto comprensivo in istituto comprensivo le cifre, pur rimanendo al massimo nell'arco dei 25 euro, variano. A Pontedera, all'istituto Pacinotti, si richiede il pagamento di 15 euro alle famiglie dei bambini della materna, suddivisi in 8,40 euro per l'assicurazione e 6,60 per il contributo volontario, mentre alle elementari e alle medie la spesa arriva a 20 euro. Stessa cifra alla Gandhi. «Come da delibera del consiglio d'istituto nº 61 del 29 aprile 2009 il contributo dei genitori - afferma la dirigente Daniela Travi - serve per la quota assicurativa e l'acquisto di materiale di facile consumo per l'esercitazione degli alunni». Alla Curtatone e Montanara i soldi si aggirano sui 18 euro per l'infanzia e le elementari e su 25 per le medie. Nella maggior parte delle scuole i contributi coprono anche il libretto delle giustificazioni. E' il caso di Ponsacco, dove, fra l'altro, chi ha fratelli nello stesso istituto paga meno e chi è esente non versa niente. A Fauglia, invece, quei 15 euro richiesti alle famiglie servono, oltre all'assicurazione (10 euro), per pagare gli scuolabus utilizzati per le gite o le uscite di una sola giornata. Gli esperti sono un capitolo a parte. Figure professionali specializzate che vengono a scuola quando c'è bisogno di loro. Ad esempio, il tecnico del computer o qualche docente che insegna una materia di laboratorio. Di solito, il loro intervento viene pagato con fondi degli enti locali o direttamente dal Miur. Capita anche che ci siano progetti sportivi che indirizzano, durante l'orario scolastico, gli studenti in piscina. Il costo dell'ingresso in piscina resta a carico dei genitori.

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