Il Tirreno

Pontedera

IL CASO DI CASCIANA

Rischio congelamentoper i 2 milioni di euro concessi alle Terme

Sabrina Chiellini
Un’immagine di una piscina termale di Casciana poche sere fa
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Un’immagine di una piscina termale di Casciana poche sere fa

Una tegola imprevista e imprevedibile è piovuta su due aumenti di capitale decisi dagli enti proprietari - Comune di Casciana Terme e Regione Toscana - per la società Terme di Casciana spa

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CASCIANA TERME. Una tegola imprevista e imprevedibile è piovuta su due aumenti di capitale decisi dagli enti proprietari - Comune di Casciana Terme e Regione Toscana - per la società Terme di Casciana spa. Si tratta di un ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale della Toscana), presentato dalla Società Terme di Saturnia, contro una delibera regionale che assegna risorse pubbliche ad alcuni stabilimenti termali, compreso quello di Casciana Terme.

Per lo stabilmento termale, fiore all'occhiello della Valdera e del termalismo regionale, ci sono in ballo circa due milioni di euro, che la Regione avrebbe dovuto erogare per l'aumento di capitale varato nel 2006 e per la seconda operazione finanziaria decisa mesi fa. Soldi legati anche alla realizzazione del nuovo centro benessere Villa Borri, considerati necessari: se non arrivassero potrebbero mettere in difficoltà l'azienda termale. Tutto questo anche se gli amministratori comunali, forti anche di un parere legale richiesto dalle Terme stesse, contano che la battaglia legale scatenata sulle Terme possa concludersi a favore della Regione. Tuttavia non mancano i timori che il ricorso possa avere un effetto boomerang. E questo spiega la cautela del sindaco, Giorgio Vannozzi - «vedremo a settembre cosa succede ma non dovrebbero esserci problemi» - e della nuova giunta comunale. La Regione non ritiene fondato il ricorso. Sicura del fatto suo, è pronta a confermare gli impegni presi. Certo è che l'azione amministrativa di Terme di Saturnia è arrivata proprio quando la Regione, che aveva chiesto a Casciana una serie di integrazioni nella documentazione, stava per onorare l'impegno preso con le Terme e i suoi dipendenti. Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale ha spiazzato tutti. La società proprietaria delle Terme di Saturnia contesta, impugnando la delibera regionale, quelli che ritiene aiuti di Stato, che vanno a vantaggio di alcune aziende, soprattutto quelle pubbliche, e in danno di altre. Nel ricorso si citano espressamente le realtà di Casciana Terme, con riferimento ai due aumenti di capitale, di Chianciano Terme e di San Giuliano Terme. Quest'ultima, pur non essendo pubblica come le prime due e come Montecatini Terme, è inserita nella delibera regionale contestata, come conferma uno dei rappresentanti della società Salute Terme e Benessere. Se il Tribunale amministrativo regionale dovesse accogliere la richiesta di sospensiva, così come domandato dai ricorrenti, la Regione si troverebbe nella condizione di congelare i due milioni di euro. E non è chiaro se in questo modo - il ricorso è pure contro la Presidenza del consiglio dei Ministri - anche altri contributi, erogati in passato, potrebbero essere messi in discussione. Il Tar deciderà rispetto alla sospensiva nei primi giorni di settembre. Per il giudizio di merito bisognerà attendere il lungo iter della giustizia.

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