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LA RIPRESA CHE NON C’E’
Nuova ondatadi cassa integrazione da settembre
Manolo Morandini
Il prossimo autunno si annuncia freddo per l'economia della Valdera. A chi guarda al panorama non resta che sperare nel "sole" della Piaggio. È questa l'immagine che evoca Marcello Casati, segretario provinciale Uilm, nelle sue previsioni sul dopo ferie per il settore metalmeccanico
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PONTEDERA. Il prossimo autunno si annuncia freddo per l'economia della Valdera. A chi guarda al panorama non resta che sperare nel "sole" della Piaggio. È questa l'immagine che evoca Marcello Casati, segretario provinciale Uilm, nelle sue previsioni sul dopo ferie per il settore metalmeccanico.
«Ci sono segnali che indicano che dovremo confrontarci con un crescente ricorso alla cassa integrazione - afferma Casati -. Al di là delle aziende che vi hanno fatto ricorso nei mesi passati, e per le quali non si vedono scenari diversi, altre stanno sollecitando incontri per stipulare accordi per l'accesso agli ammortizzatori sociali».
La prima in lista è Giarameccanica di Perignano, 85 addetti su tre turni e un fatturato che negli scorsi anni si è attestato nell'ordine dei 14 milioni di euro. Una realtà storica del comparto metalmeccanico che per far fronte al calo delle commesse chiede l'accesso alla Cig dal 7 settembre a tutto novembre. Un campanello d'allarme stando a Casati. «Altre aziende prima della pausa agostana hanno fatto presente in via interlocutoria l'esigenza di accedere alla Cig - sostiene il segretario provinciale Uilm -. Il timore è che molte delle imprese che fino a luglio hanno lavorato per Piaggio abbiano spinto sull'acceleratore della produzione e che adesso debbano necessariamente tirare il freno per far fronte alle difficoltà».
Nell'ombra è finito almeno un terzo degli addetti del comparto metalmeccanico. È questo l'universo di chi ha subito il morso della crisi, per il rallentamento delle produzioni. «In quest'ottica è positivo l'impegno dell'amministrazione comunale di Pontedera a visitare le aziende in difficoltà del suo territorio - sottolinea Marcello Casati - per vedere che cosa può essere fatto per curare il malato prima che sia troppo tardi».
Alla Tmm, che produce marmitte, non è stato salutare neppure la corsa del treno Piaggio. Resta il peso di commesse svanite per il 30% e in pari misura il ricorso agli ammortizzatori sociali per 32 dei 113 dipendenti. «Il segnale alla Tmm è che non è stato fatto ricorso allo straordinario - dice Casati -. Anche in realtà come la Donati, che conta oltre 40 addetti, nel periodo di alta stagionalità della Piaggio sono stati realizzati i volumi storici».
Nessuna novità alla Asso Werke, specializzata nella produzione di pistoni, dopo un semestre in cui ha scontato un calo del 50% delle commesse. Una flessione che nella stessa misura si è riflessa nel ricorso alla Cig a rotazione tra i 380 addetti. Interessate nei mesi scorsi dalle difficoltà sono state realtà storiche come la Pieracci Meccanica di Fornacette, le Officine Ristori di Montecalvoli, attive nello stampaggio, la Ialf a Perignano e la Nuova Meccanica di Calcinaia.
Alla Mitsuba 61 degli 85 lavoratori sono con contratto di solidarietà, 20 ore in azienda e altrettante a casa. «Si scontano le difficoltà dell'Honda che è il principale committente che ha tagliato la produzione», sottolinea il segretario Uilm.
Sul fronte occupazionale i problemi più seri sono alla Continental, che nei due stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado conta 972 addetti, e alla Smith International, 230 gli occupati dalla multinazionale degli scalpelli a Saline. «Almeno guardando alle realtà maggiori», dice Marcello Casati. Che conclude: «Oltre alle difficoltà a decifrare la portata della crisi resta il problema di capire quanto le richieste che vengono avanzate dalle aziende ne sono un reale riflesso. Il prossimo semestre sarà "duro", l'imprenditoria locale è esile e non preparata ad affrontare nuovi mercati. Si campa finché c'è il sole della Piaggio».
«Ci sono segnali che indicano che dovremo confrontarci con un crescente ricorso alla cassa integrazione - afferma Casati -. Al di là delle aziende che vi hanno fatto ricorso nei mesi passati, e per le quali non si vedono scenari diversi, altre stanno sollecitando incontri per stipulare accordi per l'accesso agli ammortizzatori sociali».
La prima in lista è Giarameccanica di Perignano, 85 addetti su tre turni e un fatturato che negli scorsi anni si è attestato nell'ordine dei 14 milioni di euro. Una realtà storica del comparto metalmeccanico che per far fronte al calo delle commesse chiede l'accesso alla Cig dal 7 settembre a tutto novembre. Un campanello d'allarme stando a Casati. «Altre aziende prima della pausa agostana hanno fatto presente in via interlocutoria l'esigenza di accedere alla Cig - sostiene il segretario provinciale Uilm -. Il timore è che molte delle imprese che fino a luglio hanno lavorato per Piaggio abbiano spinto sull'acceleratore della produzione e che adesso debbano necessariamente tirare il freno per far fronte alle difficoltà».
Nell'ombra è finito almeno un terzo degli addetti del comparto metalmeccanico. È questo l'universo di chi ha subito il morso della crisi, per il rallentamento delle produzioni. «In quest'ottica è positivo l'impegno dell'amministrazione comunale di Pontedera a visitare le aziende in difficoltà del suo territorio - sottolinea Marcello Casati - per vedere che cosa può essere fatto per curare il malato prima che sia troppo tardi».
Alla Tmm, che produce marmitte, non è stato salutare neppure la corsa del treno Piaggio. Resta il peso di commesse svanite per il 30% e in pari misura il ricorso agli ammortizzatori sociali per 32 dei 113 dipendenti. «Il segnale alla Tmm è che non è stato fatto ricorso allo straordinario - dice Casati -. Anche in realtà come la Donati, che conta oltre 40 addetti, nel periodo di alta stagionalità della Piaggio sono stati realizzati i volumi storici».
Nessuna novità alla Asso Werke, specializzata nella produzione di pistoni, dopo un semestre in cui ha scontato un calo del 50% delle commesse. Una flessione che nella stessa misura si è riflessa nel ricorso alla Cig a rotazione tra i 380 addetti. Interessate nei mesi scorsi dalle difficoltà sono state realtà storiche come la Pieracci Meccanica di Fornacette, le Officine Ristori di Montecalvoli, attive nello stampaggio, la Ialf a Perignano e la Nuova Meccanica di Calcinaia.
Alla Mitsuba 61 degli 85 lavoratori sono con contratto di solidarietà, 20 ore in azienda e altrettante a casa. «Si scontano le difficoltà dell'Honda che è il principale committente che ha tagliato la produzione», sottolinea il segretario Uilm.
Sul fronte occupazionale i problemi più seri sono alla Continental, che nei due stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado conta 972 addetti, e alla Smith International, 230 gli occupati dalla multinazionale degli scalpelli a Saline. «Almeno guardando alle realtà maggiori», dice Marcello Casati. Che conclude: «Oltre alle difficoltà a decifrare la portata della crisi resta il problema di capire quanto le richieste che vengono avanzate dalle aziende ne sono un reale riflesso. Il prossimo semestre sarà "duro", l'imprenditoria locale è esile e non preparata ad affrontare nuovi mercati. Si campa finché c'è il sole della Piaggio».
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