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PONTEDERA
Truffa sulla raccolta di cibo e detersivi denunciati 5 soci di una associazione
Nelle loro abitazioni, la guardia di finanza di Livorno ha recuperato 26 quintali di prodotti, tra alimentari, detersivi, dentifrici e altro materiale che era stato donato da un supermercato nazionale (all'oscuro del raggiro) all'associazione affinchè fosse dato in beneficenza
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Invece di distribuirli ai più bisognosi, si sarebbero appropriati di gran parte della merce destinata alla beneficenza. E' quanto, si spiega in una nota, ha scoperto la guardia di finanza di Livorno indagando su un'associazione di beneficenza di Pontedera (Pisa). Cinque gli indagati per truffa, nelle cui abitazioni, si spiega ancora, sono stati recuperati 26 quintali di prodotti, tra alimentari, detersivi, dentifrici e altro. Materiale che era stato donato da un supermercato nazionale, all'oscuro del raggiro, all'associazione affinchè fosse dato in beneficenza.
L'inchiesta, coordinata dal pm pisano Porpora, spiega sempre la gdf, ha preso il via a giugno 2008 e si è sviluppata attraverso appostamenti e riprese video. Sin dai primi accertamenti, svolti dai finanzieri della 1/a compagnia di Livorno, gli investigatori avrebbero rilevato che «i membri dell'associazione, invece di donarli come previsto dallo statuto, sottraevano gran parte dei prodotti, specialmente quelli di maggior valore, per portarli successivamente presso le proprie abitazioni e farne un uso privato». Sono poi scattate le perquisizioni, con l'accordo dell'autorità giudiziaria, presso l'associazione e le abitazioni delle persone indagate, con il rinvenimento nelle case di circa 26 quintali di prodotti. Merce che è stato poi donata dalla gdf alla Caritas di Livorno per la successiva distribuzione alle persone effettivamente bisognose.
L'inchiesta, coordinata dal pm pisano Porpora, spiega sempre la gdf, ha preso il via a giugno 2008 e si è sviluppata attraverso appostamenti e riprese video. Sin dai primi accertamenti, svolti dai finanzieri della 1/a compagnia di Livorno, gli investigatori avrebbero rilevato che «i membri dell'associazione, invece di donarli come previsto dallo statuto, sottraevano gran parte dei prodotti, specialmente quelli di maggior valore, per portarli successivamente presso le proprie abitazioni e farne un uso privato». Sono poi scattate le perquisizioni, con l'accordo dell'autorità giudiziaria, presso l'associazione e le abitazioni delle persone indagate, con il rinvenimento nelle case di circa 26 quintali di prodotti. Merce che è stato poi donata dalla gdf alla Caritas di Livorno per la successiva distribuzione alle persone effettivamente bisognose.
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