pontedera
«Mi sono svegliato con la pistola alla testa»
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La chiesa di Calcinaia e il parroco don Vietina aggredito e rapinatoL'indignazione del paese: «Lo hanno preso di mira, è il terzo - quarto furto da Pasqua»
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FORNACETTE. «Svegliati, alzati». Non stava sognando don Aldo Vietina, 70 anni, parroco da una vita a Fornacette. E quelle parole non avevano niente a che fare neppure con il miracolo di Lazzaro, su cui chissà quante volte avrà meditato. Era la voce di uno dei rapinatori che avevano fatto irruzione di notte in canonica: sei uomini, incappucciati, forse arrivati dall'Europa dell'Est ma che, molto probabilmente, conoscono molto bene la zona di via della Chiesa dove abita il sacerdote. «Credo fossero rumeni - dice con voce dispiaciuta il parroco - almeno mi è sembrato da come parlavano». Don Vietina ha cercato di capire cosa gli stava succedendo. All'inizio non voleva crederci. Presto ha dovuto arrendersi alla realtà. In sei erano li davanti al suo letto, in casa sua, in ambienti dove di solito le persone si sentono sicure. Lo hanno sorpreso nel sonno. Incappucciati, tutti provvisti di torce. Uno aveva una pistola. «Mi hanno puntato la pistola alla tempia... - sbotta il parroco, visibilmente provato - che volete che vi dica? Erano le due e mezzo, dormivo. Ho potuto fare ben poco, hanno preso tutto quello che c'era. Il resto lo avevano già preso una settimana fa quando hanno svaligiato la canonica, non si può andare avanti in questo modo. Noi parroci siamo soli, finiamo per essere un facile bersaglio».
Ieri per il parroco è stata una giornata difficile. «Ora almeno non torneranno più, hanno già preso tutto», dice con voce rassegnata e al tempo stesso con la speranza che l'incubo finisca al più presto. Quando lo incontriamo mancano pochi minuti all'una. Ha passato tutta la mattina in caserma. In mano, insieme alle chiavi della canonica, tiene la denuncia: tante righe scritte fitte per riassumere una notte di inferno con pensieri tremendi, la paura di non uscire vivo da quell'incontro. «Mi chiedete se mi hanno picchiato? Poteva andare peggio - aggiunge - uno solo mi ha colpito, mi ha schiaffeggiato». Forse un gesto dimostrativo dei rapinatori che come gatti si sono arrampicati al primo piano della canonica, hanno rotto il vetro della finestra e dato inizio alla scena da panico. Un uomo solo di 70 anni in balìa di sei sconosciuti che, una volta arraffati soldi e oggetti d'oro donati alla Madonna, sono fuggiti su un'auto facendo perdere le proprie tracce. Inutile gridare a quel punto, il peggio era passato, c'era solo da contare i danni.
«È una situazione che ha dell'incredibile - spiega una parrocchiana, uscendo dalla canonica - don Vietina è molto arrabbiato. Come poteva difendersi? Gli hanno detto che erano venuti a prendere i soldi che non avevano preso la volta scorsa, cioè una settimana fa. È assurdo. Un atto che colpisce tutti noi».
In tanti, appena hanno saputo della rapina, hanno telefonato al parroco, spendendo parole di conforto ma anche di indignazione.
«Siamo molto dispiaciuti - dicono Michelina Famiglietti e Giovanni Cipriano - da Pasqua a ora il parroco avrà subito almeno tre o quattro furti. Vogliamo esprimere al nostro curato tutta la nostra solidarietà. Abbiamo saputo che molto probabilmente i rapinatori erano stranieri e questo ci colpisce ancora di più. Don Vietina ha fatto molto per l'accoglienza, tante iniziative di solidarietà, e se questa deve essere la ricompensa... In paese siamo rimasti tutti molto colpiti dalla rapina. Questa volta non si è trattato di un semplice furto, è qualcosa di molto più grave».(s.c.)
Ieri per il parroco è stata una giornata difficile. «Ora almeno non torneranno più, hanno già preso tutto», dice con voce rassegnata e al tempo stesso con la speranza che l'incubo finisca al più presto. Quando lo incontriamo mancano pochi minuti all'una. Ha passato tutta la mattina in caserma. In mano, insieme alle chiavi della canonica, tiene la denuncia: tante righe scritte fitte per riassumere una notte di inferno con pensieri tremendi, la paura di non uscire vivo da quell'incontro. «Mi chiedete se mi hanno picchiato? Poteva andare peggio - aggiunge - uno solo mi ha colpito, mi ha schiaffeggiato». Forse un gesto dimostrativo dei rapinatori che come gatti si sono arrampicati al primo piano della canonica, hanno rotto il vetro della finestra e dato inizio alla scena da panico. Un uomo solo di 70 anni in balìa di sei sconosciuti che, una volta arraffati soldi e oggetti d'oro donati alla Madonna, sono fuggiti su un'auto facendo perdere le proprie tracce. Inutile gridare a quel punto, il peggio era passato, c'era solo da contare i danni.
«È una situazione che ha dell'incredibile - spiega una parrocchiana, uscendo dalla canonica - don Vietina è molto arrabbiato. Come poteva difendersi? Gli hanno detto che erano venuti a prendere i soldi che non avevano preso la volta scorsa, cioè una settimana fa. È assurdo. Un atto che colpisce tutti noi».
In tanti, appena hanno saputo della rapina, hanno telefonato al parroco, spendendo parole di conforto ma anche di indignazione.
«Siamo molto dispiaciuti - dicono Michelina Famiglietti e Giovanni Cipriano - da Pasqua a ora il parroco avrà subito almeno tre o quattro furti. Vogliamo esprimere al nostro curato tutta la nostra solidarietà. Abbiamo saputo che molto probabilmente i rapinatori erano stranieri e questo ci colpisce ancora di più. Don Vietina ha fatto molto per l'accoglienza, tante iniziative di solidarietà, e se questa deve essere la ricompensa... In paese siamo rimasti tutti molto colpiti dalla rapina. Questa volta non si è trattato di un semplice furto, è qualcosa di molto più grave».(s.c.)
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