Una lunga estate dedicata alla pizza così Orentano fa festa
È la 25ª edizione di una manifestazione nata grazie ai compaesani che quel mestiere erano andati a svolgerlo a Roma, in passato
3 MINUTI DI LETTURA
ORENTANO. Fare pizze, oltre ai bignè è il mestiere degli orentanesi. Specie a Roma, dove in un molti se ne andarono subito dopo la seconda guerra mondiale in bicicletta impiegandoci tre giorni e dormendo nei fienili abbandonati lungo la via Aurelia. Nella “Città eterna” i pizzaioli e i pasticceri di Orentano hanno creato molto, aprendo locali e vivendo bene, ma non dimenticandosi mai del loro paese d’origine, dove in molti sono tornati a vivere una volta raggiunta l’età della pensione. Ed è proprio in loro onore che i compaesani hanno creato le due feste, una delle quali, quella della pizza, giunta all’edizione numero 25, è cominciata proprio ieri e si concluderà il 20 luglio. «Si - spiega Uliviero Ponziani, presidente dell’Ente carnevale che insieme al Gruppo sportivo Orentano calcio organizza la sagra - sono ben 39 giorni di pizze in piazza Mauro Casini. Una sagra lunga, perché è stata riconosciuta manifestazione storico-culturale-sociale, dopo che una commissione con all’interno esponenti del Comune, della Provincia e delle associazioni di categoria decisero che era giusto dare un riconoscimento particolare a questo evento che coinvolge 150 volontari complessivamente, con una presenza fissa di 50 persone al giorno».
In media i cinque forni a legna producono dalle 200 alle 250 pizze a sera, con picchi notevoli durante i fine settimana e con i prezzi che vanno dai 4 ai 5,50 euro a pizza. Sono cambiati molti i tempi, però, da quando 25 anni fa è cominciato tutto per volontà di un gruppo di orentanesi. «All’inizio cominciammo quasi per gioco - ricorda Ponziani - e mai ci saremmo immaginati di arrivare a questi livelli di organizzazione. C’è maggiore professionalità nel realizzare la sagra, anche perché le persone che vengono da noi sono diventate via via più esigenti. In fin dei conti siamo come un locale pubblico di ristorazione. Quando ci sentiamo rivolgere la domanda “ma qui come funziona?”, capiamo subito di trovarci davanti a gente che non è mai stata alla festa della pizza di Orentano. E negli ultimi anni quelli che vengono per la prima volta sono aumentati. Vengono da Firenze e Prato. Cercano buoni prezzi, ma soprattutto la qualità, consapevoli che a Orentano si mangia la pizza buona».
Ogni sera suona un gruppo di ballo liscio. C’è il maxi schermo per vedere le partite del campionato Europeo di calcio («Anche se il pallone in tv ci penalizza, così come fu per i Mondiali due anni fa, perché le persone preferiscono guardare le partite comodamente seduti sul divano, magari mangiando una pizza da asporto», dice ancora Ponziani) e all’ingresso si versa un’offerta destinata alla Pubblica assistenza del paese. Gli incassi, invece, se li spartiscono, oltre le due associazioni già citate, anche la filarmonica Leone Lotti, il gruppo degli Scout e la polisportiva Virtus che sabato e domenica prossimi organizzerà una gara internazionale di ginnastica ritmica nella palestra della frazione con piccole atlete provenienti da Israele, Belgio, Stati Uniti, Russia e Lituania. Come a ogni edizione, anche questa volta saranno utilizzati 10 quintali di mozzarella e scorreranno 10 ettolitri di birra, «che con la pizza è la morte sua», aggiunge Ponziani, sottolineando anche il fatto che «durante la sagra ci sarà un gazebo con depliant e materiale promozionale dell’altra anima culinaria di Orentano, la sagra del bigné».
In media i cinque forni a legna producono dalle 200 alle 250 pizze a sera, con picchi notevoli durante i fine settimana e con i prezzi che vanno dai 4 ai 5,50 euro a pizza. Sono cambiati molti i tempi, però, da quando 25 anni fa è cominciato tutto per volontà di un gruppo di orentanesi. «All’inizio cominciammo quasi per gioco - ricorda Ponziani - e mai ci saremmo immaginati di arrivare a questi livelli di organizzazione. C’è maggiore professionalità nel realizzare la sagra, anche perché le persone che vengono da noi sono diventate via via più esigenti. In fin dei conti siamo come un locale pubblico di ristorazione. Quando ci sentiamo rivolgere la domanda “ma qui come funziona?”, capiamo subito di trovarci davanti a gente che non è mai stata alla festa della pizza di Orentano. E negli ultimi anni quelli che vengono per la prima volta sono aumentati. Vengono da Firenze e Prato. Cercano buoni prezzi, ma soprattutto la qualità, consapevoli che a Orentano si mangia la pizza buona».
Ogni sera suona un gruppo di ballo liscio. C’è il maxi schermo per vedere le partite del campionato Europeo di calcio («Anche se il pallone in tv ci penalizza, così come fu per i Mondiali due anni fa, perché le persone preferiscono guardare le partite comodamente seduti sul divano, magari mangiando una pizza da asporto», dice ancora Ponziani) e all’ingresso si versa un’offerta destinata alla Pubblica assistenza del paese. Gli incassi, invece, se li spartiscono, oltre le due associazioni già citate, anche la filarmonica Leone Lotti, il gruppo degli Scout e la polisportiva Virtus che sabato e domenica prossimi organizzerà una gara internazionale di ginnastica ritmica nella palestra della frazione con piccole atlete provenienti da Israele, Belgio, Stati Uniti, Russia e Lituania. Come a ogni edizione, anche questa volta saranno utilizzati 10 quintali di mozzarella e scorreranno 10 ettolitri di birra, «che con la pizza è la morte sua», aggiunge Ponziani, sottolineando anche il fatto che «durante la sagra ci sarà un gazebo con depliant e materiale promozionale dell’altra anima culinaria di Orentano, la sagra del bigné».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
