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Cunicoli e misteriLari reclama i suoi 120 tesori

Francesco Turchi
Cunicoli e misteriLari reclama i suoi 120 tesori

CASCIANA ALTA. Sottosuolo croce e delizia. Paesi di collina trasformati in veri e propri "groviera", attraversati da chilometri di cantine e cunicoli, testimonianze del passato, ma anche fondamenta non sempre sicure di interi borghi. È il caso di Casciana Alta e di altre frazioni larigiane

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CASCIANA ALTA. Sottosuolo croce e delizia. Paesi di collina trasformati in veri e propri “groviera”, attraversati da chilometri di cantine e cunicoli, testimonianze del passato, ma anche fondamenta non sempre sicure di interi borghi. È il caso di Casciana Alta e di altre frazioni larigiane. L’amministrazione comunale ha pensato bene di dare vita a un vero e proprio censimento dei sotterranei, con l’intenzione di cercare finanziamenti per un recupero complessivo. Perché quelle cantine meritano di essere conservate; ma allo stesso tempo c’è anche da garantire la sicurezza della cittadinanza, che troppo spesso, comprensibilmente, concentra la sua attenzione su ciò che si vede, dalle facciate ai giardini, mettendo in secondo piano quello che è sotto ai nostri piedi. L’operazione è delicata e la spiegano il sindaco di Lari Ivan Mencacci e l’architetto del Comune, Giancarlo Montanelli: «Le problematiche legate alle condizioni delle nostre cantine - racconta il primo cittadino - le conoscevamo da tempo. Non c’era uno studio specifico, ma certe voci erano frutto di un passaparola popolare, tramandato da una generazione all’altra.

Ci è sempre stato detto che i nostri paesi erano pieni di cantine e cunicoli e che alcuni di questi cominciavano a manifestare i segni del tempo e dell’incuria». Le origini sono di due tipi: «Alcune di queste cantine - continua Mencacci - sono state realizzate nel periodo della guerra e venivano utilizzate come rifugi, per mettersi al riparo dai bombardamenti. Avevano sempre due uscite e molto spesso mettevano in comunicazione due appartamenti». Ma non solo: «Queste stanze sotterranee avevano la stessa funzione del frigorifero dei giorni nostri, dove ogni famiglia teneva al fresco le scorte alimentari». La consapevolezza della presenza di tutte queste cantine, a Casciana Alta in particolare, ma anche a Lari e negli altri borghi di collina, spinse l’amministrazione comunale, alcuni anni fa, a chiedere un finanziamento per una serie di interventi: «Volevamo intanto andare a mettere le mani nelle zone dove si erano verificati delle frane».

I contatti con l’Autorità di bacino e la Regione Toscana, fruttarono nel 2004 un primo finanziamento di 60mila euro: «Questi soldi li dovevamo utilizzare per compiere una ricognizione complessiva del territorio, in modo da avere un quadro generale della quantità e del tipo di interventi che sarebbero stati necessari». Così è iniziato il censimento: «Grazie alla collaborazione dei proprietari e alle nostre campagne di informazione, siamo riusciti a mettere insieme un vero e proprio registro delle cantine e dei cunicoli. Per il momento sono 120 quelli “schedati”, con tanto di caratteristiche, foto e stato di conservazione». Tutto questo grazie al coinvolgimento di professionisti, come spiega l’architetto Montanelli: «C’è un gruppo di lavoro, formato da un geologo, un geometra, un avvocato e un ingegnere civile, che sta portando avanti tutta l’operazione. Siamo a buon punto, ma probabilmente ci sono ancora delle cantine che non sono state denunciate: invitiamo i proprietari a farlo quanto prima». Poi inizierà la seconda fase: «Una volta completato il censimento - sottolinea Montanelli - il gruppo di lavoro metterà a punto un progetto complessivo, da presentare all’Autorità di bacino, che dovrebbe concederci un finanziamento».

E non è detto che i privati debbano mettere mano al portafoglio, come precisa il sindaco Mencacci: «Noi auspichiamo di poter compiere tutti gli interventi coi finanziamenti pubblici. Se non saranno sufficienti, studieremo il modo di agevolare i proprietari, per quanto ci è possibile». D’altra parte c’è da garantire la sicurezza del paese: «Sono quasi tutte di proprietà privata, ma si sviluppano anche sotto a piazze e strade. I casi critici, secondo questa prima ricognizione, non sono moltissimi. Ma ci sono situazioni che richiedono un intervento. Le cantine sono di vario tipo: alcune sono ricoperte a mattoncini; altre, realizzate in sabbia di Nugola vecchia, sono spoglie. Alcune sono piene di acqua piovana e questo, in certi casi, può portare danni alla struttura e comunque rende difficile, se non impossibile, un’ispezione completa; altre sono state chiuse. Altre ancora vengono regolarmente utilizzate dai proprietari». Ormai mancano soltanto pochi tasselli, che verranno messi al loro posto entro la fine dell’anno: poi il puzzle sotterraneo sarà completo e scatteranno gli interventi per dare delle fondamenta più solide a Casciana Alta e agli altri borghi delle colline larigiane, il cui tesoro sotterraneo, sarà finalmente... al sicuro.

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