Il presidio
Profumo di terme nell’ex fabbrica che diventa resort
Francesco Turchi
Da Bagni... di salute a stabilimento per la produzione di anidride carbonica, per diventare, nei prossimi anni, un centro turistico-ricettivo
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PALAIA. Da Bagni... di salute a stabilimento per la produzione di anidride carbonica, per diventare, nei prossimi anni, un centro turistico-ricettivo. È l’evoluzione dell’ex Candia di Chiecinella, attualmente di proprietà di un gruppo di imprenditori della zona del Cuoio, che stanno ultimando il piano di recupero da presentare all’amministrazione comunale di Palaia. Si tratta di una serie di fabbricati costruiti a partire dalla metà del 1800 in un’area caratterizzata dalle emissioni di anidride carbonica e solforosa. «In un primo tempo era una vera e propria zona termale», spiega il geometra Loreno Arzilli, che con il suo collega Gabriele Braccagni e con l’architetto Mariateresa Piampiani, sta lavorando alla redazione del progetto: «Il fabbricato più in alto veniva utilizzato come albergo, che ospitava chi si recava a Chiecinella per le cure». Le qualità delle acque e la loro efficacia terapeutica sono illustrate in varie pubblicazioni del tempo, che documentano anche la trasformazione dell’area.
Nel tempo l’uso dei Bagni andò scomparendo, mentre si sviluppò l’uso produttivo, soprattutto grazie alla Candia, azienda milanese produttrice di anidride carbonica. Il fondatore, Camillo Candia, aprì nel corso degli anni quattro stabilimenti: oltre a quello originario nel capoluogo lombardo, si aggiunsero i distaccamenti di Aquileia, Portici e Chiecinella appunto. Giorgio Barsotti, palaiese, ha lavorato per tanti anni alla Candia: «Eravamo circa 10-12 dipendenti. Ci occupavamo dell’estrazione e della distribuzione di Co2 e successivamente anche di altri gas. A metà degli anni Sessanta, Marcello Candia decise di vendere l’azienda a una società francese. In seguito ci fu un altro passaggio di proprietà e poi nel 1987, nell’ambito di una razionalizzazione, in seguito alle nuove strategie aziendali, lo stabilimento fu dismesso». E per vent’anni è stato abbandonato al proprio destino. I risultati sono evidenti, con il degrado che, come sempre avviene in questi casi, ha lasciato segni indelebili, tra edifici crollati e altri in pessime condizioni.
Anche se passeggiando tra fabbricati e pozzi di estrazione, lungo le acque rossastre del torrente, quel passato è ancora vivo. Purtroppo tutto il fascino di oltre un secolo di storia si mischia con la maleducazione dei soliti ignoti, che hanno lasciato testimonianze del loro passaggio, con scritte sui muri e mucchi di lattine e bottiglie di vetro. Ma tutto sommato si avverte la sensazione che l’area è tutt’altro che dimenticata. E infatti è così. Il Comune di Palaia si è occupato dell’ex Candia durante la redazione del Piano strutturale, come spiega l’architetto Borsacchi: «Abbiamo previsto la riqualificazione dell’area con destinazione turistico-ricettiva, anche in base alle richieste e alle ipotesi che erano state avanzate». L’intervento dell’Immobiliare Bagni di Chiecinella è auspicato anche dal sindaco Alberto Falchi: «Per quanto ci riguarda e per quanto è nelle nostre possibilità, cerchiamo di fornire gli strumenti necessari per il recupero di queste aree». L’investimento è notevole e non è ancora stato quantificato.
Probabilmente in un primo tempo la proprietà aveva pensato anche a un recupero delle acque termali, pensando di sfruttarle in un ipotetico centro benessere. Ma i costi diventerebbero esorbitanti. Ancora in fase di studio anche le modalità di intervento, come spiega il geometra Loreno Arzilli: «Sono anni che lavoriamo a questo progetto, ma d’altra parte bisogna capire che l’iter dell’operazione è molto lungo. Comunque entro la fine del 2007 contiamo di presentare in Comune il piano di recupero definitivo, che dovrà essere vagliato dall’amministrazione». Superato l’iter burocratico, si passerà alla fase operativa. Si procederà per gradi, anche perché l’area è molto vasta e c’è da capire se effettivamente la domanda è tale da creare un villaggio così grande. Tuttavia gli imprenditori in questione sono ben consapevoli anche di quelli che sono gli aspetti positivi dell’investimento: l’ex Candia è immersa nel bosco, in una zona dominata dalla tranquillità, ma comunque distante soltanto 5 km dallo svincolo di Montopoli della Fi-Pi-Li.
Dopo lo slancio iniziale, la spinta dettata dall’entusiasmo frutto del progetto, è andata calando. Ma l’Immobiliare Bagni di Chiecinella è decisa ad andare avanti, pur con tutte le difficoltà del caso: «I lavori procederanno a lotti. Il primo prevederà probabilmente la realizzazione di un ristorante con alcuni appartamenti e una piscina; poi valuteremo come andare avanti. Ma sicuramente il tutto verrà diluito nel tempo».
Nel tempo l’uso dei Bagni andò scomparendo, mentre si sviluppò l’uso produttivo, soprattutto grazie alla Candia, azienda milanese produttrice di anidride carbonica. Il fondatore, Camillo Candia, aprì nel corso degli anni quattro stabilimenti: oltre a quello originario nel capoluogo lombardo, si aggiunsero i distaccamenti di Aquileia, Portici e Chiecinella appunto. Giorgio Barsotti, palaiese, ha lavorato per tanti anni alla Candia: «Eravamo circa 10-12 dipendenti. Ci occupavamo dell’estrazione e della distribuzione di Co2 e successivamente anche di altri gas. A metà degli anni Sessanta, Marcello Candia decise di vendere l’azienda a una società francese. In seguito ci fu un altro passaggio di proprietà e poi nel 1987, nell’ambito di una razionalizzazione, in seguito alle nuove strategie aziendali, lo stabilimento fu dismesso». E per vent’anni è stato abbandonato al proprio destino. I risultati sono evidenti, con il degrado che, come sempre avviene in questi casi, ha lasciato segni indelebili, tra edifici crollati e altri in pessime condizioni.
Anche se passeggiando tra fabbricati e pozzi di estrazione, lungo le acque rossastre del torrente, quel passato è ancora vivo. Purtroppo tutto il fascino di oltre un secolo di storia si mischia con la maleducazione dei soliti ignoti, che hanno lasciato testimonianze del loro passaggio, con scritte sui muri e mucchi di lattine e bottiglie di vetro. Ma tutto sommato si avverte la sensazione che l’area è tutt’altro che dimenticata. E infatti è così. Il Comune di Palaia si è occupato dell’ex Candia durante la redazione del Piano strutturale, come spiega l’architetto Borsacchi: «Abbiamo previsto la riqualificazione dell’area con destinazione turistico-ricettiva, anche in base alle richieste e alle ipotesi che erano state avanzate». L’intervento dell’Immobiliare Bagni di Chiecinella è auspicato anche dal sindaco Alberto Falchi: «Per quanto ci riguarda e per quanto è nelle nostre possibilità, cerchiamo di fornire gli strumenti necessari per il recupero di queste aree». L’investimento è notevole e non è ancora stato quantificato.
Probabilmente in un primo tempo la proprietà aveva pensato anche a un recupero delle acque termali, pensando di sfruttarle in un ipotetico centro benessere. Ma i costi diventerebbero esorbitanti. Ancora in fase di studio anche le modalità di intervento, come spiega il geometra Loreno Arzilli: «Sono anni che lavoriamo a questo progetto, ma d’altra parte bisogna capire che l’iter dell’operazione è molto lungo. Comunque entro la fine del 2007 contiamo di presentare in Comune il piano di recupero definitivo, che dovrà essere vagliato dall’amministrazione». Superato l’iter burocratico, si passerà alla fase operativa. Si procederà per gradi, anche perché l’area è molto vasta e c’è da capire se effettivamente la domanda è tale da creare un villaggio così grande. Tuttavia gli imprenditori in questione sono ben consapevoli anche di quelli che sono gli aspetti positivi dell’investimento: l’ex Candia è immersa nel bosco, in una zona dominata dalla tranquillità, ma comunque distante soltanto 5 km dallo svincolo di Montopoli della Fi-Pi-Li.
Dopo lo slancio iniziale, la spinta dettata dall’entusiasmo frutto del progetto, è andata calando. Ma l’Immobiliare Bagni di Chiecinella è decisa ad andare avanti, pur con tutte le difficoltà del caso: «I lavori procederanno a lotti. Il primo prevederà probabilmente la realizzazione di un ristorante con alcuni appartamenti e una piscina; poi valuteremo come andare avanti. Ma sicuramente il tutto verrà diluito nel tempo».
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