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Troppi medici precari al 118
S. C.
La denuncia dello Snami sulla condizione lavorativa nell’emergenza
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PONTEDERA. Un sit-in per denunciare la condizione lavorativa di molti medici che lavorano con contratti precari nel sistema di emergenza sanitaria 118 e per chiedere alle istituzioni di intervenire per sanare il precariato in questo settore. Verrà organizzato oggi pomeriggio a Firenze, davanti alla sede del Consiglio regionale della Toscana, dallo Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani) in occasione dell’incontro del presidente della Commissione regionale Salute, Fabio Roggiolani, con i medici del 118 che lavorano con contratti precari nel sistema di emergenza sanitaria territoriale della Regione Toscana. Lo Snami «denuncia inoltre il mancato coinvolgimento ufficiale dei sindacati al dibattito». «La nostra richiesta - spiega Alessio Lambardi, segretario dello Snami - nasce dal fatto che la Regione ha emanato circolari per le aziende sanitarie regionali per la riduzione del lavoro precario». Tanto che, nei mesi scorsi, anche l’Asl di Pisa ha assunto alcuni medici che prima lavoravano a convenzione. Ma restano ancora alcuni precari.
«Ci sono state inoltre delibere della Regione Calabria, Puglia, Val D’Aosta e Piemonte che hanno debellato il lavoro precario dei medici del 118 - aggiunge Lambardi - e molti dottori iscritti alla nostra organizzazione si trovano nella condizione di precariato». Per quanto riguarda il servizio di emergenza nella provincia di Pisa su circa cinquanta medici, tra dipendenti e convenzionati, sei sono sostituti, cioè precari, fa notare Lambardi. Una percentuale che questa in Toscana è di circa 120 precari su circa 500 medici dell’emergenza. Recentemente l’azienda sanitaria locale di Pisa aveva indetto un bando per assumere cinque medici dell’emergenza. Ma solo un candidato si è presentato in quanto sono pochi i laureati in medicina che hanno i requisiti per accedere alla professione, secondo quanto prevede la normativa. Le scuole di specializzazione sono iniziate da poco tempo e di conseguenza tra cinque anni “usciranno” i primi medici pronti a lavorare in questo complesso settore.
«Ci sono state inoltre delibere della Regione Calabria, Puglia, Val D’Aosta e Piemonte che hanno debellato il lavoro precario dei medici del 118 - aggiunge Lambardi - e molti dottori iscritti alla nostra organizzazione si trovano nella condizione di precariato». Per quanto riguarda il servizio di emergenza nella provincia di Pisa su circa cinquanta medici, tra dipendenti e convenzionati, sei sono sostituti, cioè precari, fa notare Lambardi. Una percentuale che questa in Toscana è di circa 120 precari su circa 500 medici dell’emergenza. Recentemente l’azienda sanitaria locale di Pisa aveva indetto un bando per assumere cinque medici dell’emergenza. Ma solo un candidato si è presentato in quanto sono pochi i laureati in medicina che hanno i requisiti per accedere alla professione, secondo quanto prevede la normativa. Le scuole di specializzazione sono iniziate da poco tempo e di conseguenza tra cinque anni “usciranno” i primi medici pronti a lavorare in questo complesso settore.
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