Italia
Il Polo Sant’Anna si presenta: attivate 21 aziende
Paola Silvi
Un’offerta per gli investitori le imprese spin-off nate nel centro di innovazione: hanno fatturati bassi e grandi potenzialità
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PONTEDERA. Un’idea, un brevetto, un’impresa. Ripartire dalla ricerca e dall’innovazione per esplorare un sentiero ancora piuttosto nuovo ma che incrocia le sperimentazioni e i prototipi nati nei laboratori e nei centri di ricerca universitari con il mondo della produzione. Si trovano capitali privati o pubblici da investire e prende vita così una “spin off”, vale a dire una società mista con le azioni divise fra ricercatori, ateneo e imprenditori. La Scuola superiore Sant’Anna dal 1991 ha attivato, in Valdera, 21 imprese spin off della ricerca. «I risultati raggiunti sono derivati - ha detto il preside Varaldo, durante il meeting “Gli investitori incontrano le spin off” tenutosii al Polo Sant’Anna Valdera - dalla combinazione di un livello di eccellenza in aree di tecnologia avanzata e da una politica di valorizzazione dei percorsi formativi post lauream come opportunità lavorativa di risorse umane qualificate».
La sfida della scuola e delle imprese hi-tech nate da esperienze universitarie pubbliche è attualmente, secondo il professor Andrea Piccalunga «accorciare il tempo che serve a una spin off per mettere a punto un fatturato di rilievo attraverso la via del rischio accettabile. Sono 454 le imprese spin off sul territorio nazionale, e anche se il tasso di crescita del fatturato è molto modesto (il fatturato medio è di 124.915) e la gestione prudente pochissime rischiano il fallimento. Siamo in presenza di un modello italiano che cerca finanziamenti da partner e aziende locali. Per i settori di attività, la parte del leone è di informatica e multimediale, seguita da energia e ambiente. Un valore aggiunto per gli interventi finanziari e manageriali nelle spin off deriva dai Business Angels, persone che investono parte della loro ricchezza in quote di minoranza dell’azienda, di solito con importi che oscillano dai 25.000 ai 250.000, e che ne escono dopo 5 anni circa con notevoli guadagni».
«Gli interventi dell’Iban-Italian Business Angels Network - ha chiarito il presidente Paolo Anselmi - censiti nel 2007 sono una settantina con oltre 170.000 di importo medio investito». Le spin off hanno anche opportunità di finanziamento pubblico. Dal 1999 il Ministero della ricerca aiuta le piccole e medie imprese con denaro a fondo perduto attraverso una modalità di assegnazione valutativa. «Le domande - sottolinea Lucio Lamberti, membro della Commissione spin off al Ministero - vengono esaminate in modo cronologico, al momento dell’emissione delle stesse e non sono mai comparati fra loro interventi diversi. Non esiste quindi una graduatoria ma solo un giudizio di merito riguardo agli ambiti tecnici e finanziari. Il limite massimo del sostegno è di circa 500.000 e dovrebbe coprire il 50% dei costi di ricerca industriale».
La sfida della scuola e delle imprese hi-tech nate da esperienze universitarie pubbliche è attualmente, secondo il professor Andrea Piccalunga «accorciare il tempo che serve a una spin off per mettere a punto un fatturato di rilievo attraverso la via del rischio accettabile. Sono 454 le imprese spin off sul territorio nazionale, e anche se il tasso di crescita del fatturato è molto modesto (il fatturato medio è di 124.915) e la gestione prudente pochissime rischiano il fallimento. Siamo in presenza di un modello italiano che cerca finanziamenti da partner e aziende locali. Per i settori di attività, la parte del leone è di informatica e multimediale, seguita da energia e ambiente. Un valore aggiunto per gli interventi finanziari e manageriali nelle spin off deriva dai Business Angels, persone che investono parte della loro ricchezza in quote di minoranza dell’azienda, di solito con importi che oscillano dai 25.000 ai 250.000, e che ne escono dopo 5 anni circa con notevoli guadagni».
«Gli interventi dell’Iban-Italian Business Angels Network - ha chiarito il presidente Paolo Anselmi - censiti nel 2007 sono una settantina con oltre 170.000 di importo medio investito». Le spin off hanno anche opportunità di finanziamento pubblico. Dal 1999 il Ministero della ricerca aiuta le piccole e medie imprese con denaro a fondo perduto attraverso una modalità di assegnazione valutativa. «Le domande - sottolinea Lucio Lamberti, membro della Commissione spin off al Ministero - vengono esaminate in modo cronologico, al momento dell’emissione delle stesse e non sono mai comparati fra loro interventi diversi. Non esiste quindi una graduatoria ma solo un giudizio di merito riguardo agli ambiti tecnici e finanziari. Il limite massimo del sostegno è di circa 500.000 e dovrebbe coprire il 50% dei costi di ricerca industriale».
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