Il Tirreno

Pontedera

Geofor, non tutti votano il bilancio

Perdita di 1,5 milioni: astenuti amministratore delegato e un consigliere

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PONTEDERA. È in rosso di quasi un milione e mezzo di euro - esattamente di 1 milione e 474mila euro - il consuntivo del 2006 di Geofor, anno questo in cui l'azienda, che si occupa di nettezza urbana in buona parte della provincia, è stata travolta dallo scandalo dei dati truccati sulla raccolta differenziata. L'altra notizia - è poi una novità senza precedenti nella storia della società dei rifiuti - è che il consuntivo registra l'astensione di una parte dei soci privati rappresentati dall'amministratore delegato, Paolo Pellegrini, e dal consigliere Renzo Macelloni, espressione degli azionisti subentrati nel consiglio d'amministrazione dopo che l'imprenditore Franco Forti ha ceduto una parte delle proprie quote, nei mesi successivi all'inchiesta sulla raccolta differenziata.

Per la prima volta si scopre anche quanto è costato lo scandalo all'azienda: circa 850mila euro. Tutto come da copione, insomma. La patata bollente è rinviata all'assemblea dei soci, prevista per il 24 luglio: i sindaci avranno l'ultima parola sul consuntivo. Questa volta Geofor ha deciso di ufficializzare i numeri del consuntivo ora che è stato varato dal consiglio d'amministrazione della società dopo una lunga trattativa interna nella speranza di far quadrare meglio i conti. Le indiscrezioni relative al presunto buco nei conti di Geofor non erano lontane dalla realtà. La perdita c'è e, secondo gli attuali amministratori di Geofor, ha anche ragioni specifiche.

«La perdita è prevalentemente dovuta ad una serie di partite negative straordinarie», ha spiegato l'azienda. «Nel 2006, com'è noto, la società è stata travolta dalla vicenda dei dati contraffatti della raccolta di rifiuti differenziati, che riguardavano gli anni 2003, 2004, 2005, e parte del 2006. Dalla vicenda, che ha minato la credibilità della società, ne è scaturito un aggravio economico di 850mila per rimborso ai Comuni di costi di raccolta e smaltimento relativi alle quantità artefatte e al maggior onere del pagamento delle relative sanzioni».

Sulle perdite pesa anche «un accantonamento prudenziale a fronte della mancata riscossione della tariffa di igiene ambientale, pari a 564.000 euro. Si tratta di una cifra relativa agli anni dal 2003 al 2005 riguardante i servizi di igiene urbana erogati dall'azienda in quattro Comuni che in questi anni sono passati a Tia». Sono San Miniato, Bientina, Vecchiano e Crespina, i cui cittadini, evidentemente, hanno trascurato il pagamento delle bollette della nettezza urbana. Motivata anche l'astensione dei soci privati entrati in Geofor all'inizio del 2007: «tale scelta è determinata dal fatto che questa compagine, nel 2006, non faceva parte della società né aveva alcun ruolo nella gestione di Geofor».

Il consiglio d'amministrazione, insieme ai Comuni, pensa di risanare il rosso al più presto e ritiene «con le azioni di riorganizzazione definite (a partire dalla necessità di dare un più efficace servizio nel sistema di raccolta), di lavorare - questa la filosofia aziendale - per obiettivi più alti nella differenziata».

L'azienda ritiene di possedere le professionalità umane e tecniche per essere sempre più efficiente ed è fiduciosa che le azioni intraprese porteranno ad un risanamento economico già a partire dalla gestione del bilancio 2007. Inoltre nel bilancio pesano i debiti cronici di alcuni Comuni, di solito lenti a pagare il servizio. Ma su questo aspetto l'azienda si trincera dietro al silenzio.

S. C.

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