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Pontedera

Chianni tra sagra e amarcord nelle pagine del libro di Luigi Benvenuti

Dalla finta benefattrice alla Madonna

Jacopo Paganelli
Una foto storica della manifestazione
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Una foto storica della manifestazione

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 CHIANNI. Una amarcord che sa di altri tempi. Foto in bianco e nero. Alla sagra di Chianni, fra specialità gastronomiche e succulente pietanze a base di cinghiale, una novantina di chiannerini si è ritrovata - in una suggestiva "serata del ritorno" - a parlare di quando hanno lasciato la propria terra alla ventura in altre parti d'Italia. Lo spunto lo ha fornito il libro dello scrittore Luigi Benvenuti, storiografo del paese, "La minestra di niente". «Il periodo è quello a cavallo della seconda guerra, quando Chianni viveva di agricoltura e si faceva i contadini da generazioni. Quando la 91esima brigata americana decise di aggirare la costa e puntare sul porto di Livorno dall'interno, la battaglia del monte Vaso lasciò tracce significative sulla città». Poi, l'esodo: dei 3mila e 500 abitanti, ben 1233 hanno lasciato il paese. «Sostituiti solo da 366 persone provenienti da Sicilia e Campania. Anche se il paese non ha perso di certo la propria vitalità: nel'48 è apparsa addirittura la Madonna. L'evento attirò numerosissimi giornalisti italiani e anche stranieri». Proprio nello stesso periodo in cui i banditi Russo e Cucchiara sequestrarono il noto industriale tessile Zoffi di Volterra. «Per le strade era tutto un viavai di carabinieri, polizia ed esercito». Ma la vicenda più intrigante è stata senza dubbio quella di Mamma Rosa, al secolo Irma Moscatelli. «Nativa di Terni, divenne una fascista della prima ora a Milano. A Roma mise su una ventina di cooperative benefiche, grazie all'appoggio di alcuni alti prelati. Ma, invece di arrivare ai poveri, gran parte delle donazioni passava dalle sue tasche». Per avere alcune foto della signora, Luigi ha scritto all'allora direttrice dell'Unità Concita De Gregorio. «Entro tre giorni erano a casa mia». La vicenda della finta benefattrice incrocia Chianni quando negli anni '50 Mamma Rosa acquista una tenuta di ben mille ettari e la intesta a un ente per gli orfani. Salvo poi scoprire che erano usati come braccianti». A Luigi sono arrivate richieste del libro anche da un protettorato francese dell'Atlantico: chiannerini avvisati da un parente svizzero - originario di Chianni - che aveva acquistato la pubblicazione al suo ritorno al paese natio.

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