Italia
Ascanio, l'artista di casa Ferrari
Francesca Romanini
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Ascanio mostra una delle sue creazioni Trenta bottiglie di spumante e tanta creatività nata per caso: il racconto
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PONSACCO. Niente tinte, colori o pennelli ma materiali reperibili "dietro l'angolo" assemblati in modo originale. L'artista di casa Lunelli, la famiglia griffata degli spumanti per interci, si fa conoscere come Ascanio. Il suo nome d'arte è d'obbligo e ormai da tempo ha messo in ombra quello vero, Marco. «Qualche anno fa avevo la passione per la pesca e nell'attesa, tra un pesce e l'altro, mi dilettavo a decorare la mia scatola contenete ami, esche, lenze e quant'altro è necessario per pescare.Un signore passando di lì notò la mia scatola e mi chiese chi avesse fatto quella che secondo lui aveva tutte le carte in regola per essere una vera e propria opera d'arte. Gli risposi che l'artefice ero io. Luciano, quel passante che ora è uno dei miei più cari amici, riuscì ad aprire il mio cuore all'arte», si racconta il 45enne di Ponsacco che da stasera si metterà in mostra nella tenuta Podernovo di Terricciola. Tema ricorrente la chiave. Chiavi di qualunque forma, colore e dimensioni che sovrastano le tele o diventano monili e ciondoli per le collane delle signore. Seguendo la filosofia del "Nel niente ci stà tutto" l'artista fa arte anche con le cose più banali. Una ricarica telefonica usata ecco che diventa un segnaposto, un vecchio quadrante di orologio o una vecchia moneta si trasformano in ciondoli, un sax, una tromba, una vecchia scarpa da calcio. Alla domanda che studi ha fatto e a chi si ispira, Ascanio è categorico:«Non ho fatto nessun tipo di studi legati al mondo dell'arte e non tendo ad ispirarmi a nessuno. L'arte è ricerca, libertà e tanto lavoro. E' originalità, creatività e unicità». Sarà dunque per questo che ogni opera di Ascanio è unica. Non ci sono copie ma solo pezzi unici.
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