CASCINA. Il tuffo nel medioevo proposto da Cascina - ieri e oggi - si rifà al ...
Guido Bini
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CASCINA. Il tuffo nel medioevo proposto da Cascina - ieri e oggi - si rifà al 1364, quando la città fu teatro di un'importante battaglia tra pisani e fiorentini. Scontro che è stato rievocato anche quest'anno, attraverso il torneo della bandiera, con gli sbandieratori pisani di Santo Stefano a Macerata, di Castelfranco di Sotto e di Pomarance chiamati a resistere all'assalto dei cugini di Montemurlo, che si sono ovviamente presentati con il giglio fiorentino all'interno del loro vessillo. Tra gli spettacoli più apprezzati anche il torneo dei cavalieri "in pesante", il torneo dei balestrieri, i Calenda Maya e la falconeria, senza dimenticare i tanti figuranti cascinesi. Più volte il corteggio storico ha sfilato lungo il Corso, e come sempre i cascinesi ce l'hanno messa tutta nell'accogliere al meglio i visitatori, e nel cercare di rendere il salto nel medioevo il più credibile e simpatico possibile. In questo senso si sono dati parecchio da fare anche i ristoratori del centro, se è vero che buona parte del Corso è stato occupato da tavole imbandite, prese d'assalto entrambe le sere. Ai ristoratori era stato chiesto di proporre menù il più possibili attinenti al periodo storico rievocato, e come già l'anno scorso l'operazione ha riscosso grande successo. Come tradizione ormai consolidata della festa, sabato sera si è svolta anche l'esclusiva cena medievale a cura della società Gustolandia. Una grande tavolata a ferro di cavallo è stata apparecchiata in piazza della chiesa, con il sindaco di Cascina Moreno Franceschini seduto al centro, a fare gli onori di casa, e tutt'intorno tanti invitati, amministratori vari e pochi fortunati visitatori che erano riusciti a prenotarsi per tempo. Comodamente seduti, tutti gli invitati hanno potuto gustarsi un assaggio di tutti gli spettacoli previsti durante la festa, con l'aggiunta di qualche imprevisto: il primo spettacolo della falconeria è stato interrotto non appena il falco è stato liberato, visto che il grosso rapace, piuttosto che esibirsi di fronte al pubblico, ha preferito farsi un giro solitario sui tetti di Cascina.
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