Le Olimpiadi del 1936 secondo Federico Buffa
Dopo il successo televisivo del programma “Federico Buffa racconta storie mondiali”, trasmesso su Sky, il noto cronista e commentatore sportivo arriva al teatro Verdi di Montecatini
MONTECATINI. Dopo il successo televisivo del programma “Federico Buffa racconta storie mondiali”, trasmesso su Sky, il noto cronista e commentatore sportivo arriva in teatro per raccontare le Olimpiadi del 1936. Appuntamento venerdì 18 novembre alle 21 al teatro Verdi. Lo spettacolo, partendo dalla narrazione di una delle edizioni più controverse dei Giochi Olimpici, racconta una storia di sport e guerra. Le storie dello sport sono storie di uomini, scorrono assieme al tempo, ma a volte lo fermano, quasi a chiedere a tutti una riflessione, una sospensione. «Noi – dicono gli autori - raccontiamo le Olimpiadi all’interno di un luogo senza tempo, un luogo dimenticato, sospeso tra il sogno e la realtà. Le raccontiamo con le parole di chi c’era in quei giorni esaltanti e tremendi, con lo stile narrativo incalzante di Federico Buffa, con la musica e le canzoni evocative di un’epoca in bilico tra il sogno e la tragedia, con le immagini rivoluzionarie di Leni Riefensthal». In scena, oltre Federico Buffa, che interpreta la parte di Wolgang Fürstner, comandante del villaggio olimpico, i musicisti Alessandro Nidi, Nadio Marenco e la giovane cantante Cecilia Gragnani, personaggi evocati dal protagonista nel desiderio di poter rivivere quei giorni e quei luoghi della lontana estate del 1936. Hitler e Goebbels volevano trasformare le loro Olimpiadi, o quello che credevano che fossero le “loro” Olimpiadi, nell’apoteosi della razza ariana e del “nuovo corso”. E invece quelle Olimpiadi costruirono i simboli più luminosi dell’uguaglianza. Il primo giorno di gara due atleti neri sul podio del salto in alto, Cornelius Jonshon e Dave Albritton. Al secondo giorno qualcuno consigliò il Fuhrer sul fatto che non era più il caso di salutare personalmente gli atleti vincitori di medaglie. Jesse Owens di medaglie ne vinse addirittura 4, due record mondiali e un record olimpico, il tutto documentato, in diretta, con le immagini di Leni Riefensthal. La sua libertà creativa ha consentito di regalare all’umanità la straordinaria smorfia di disappunto di Hitler al terzo oro di Owens.
David Meccoli
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