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Guccini e Macchiavelli chiudono il Festival del giallo
In una Sala Terzani gremita della biblioteca San Giorgio di Pistoia, i due coautori hanno presentato Malastagione, edito da Mondadori, la loro ultima opera: un giallo ambientato sulla Montagna a cavallo fra la Toscana e l'Emilia
PISTOIA. Il tenero imbarazzo nel descrivere come hanno scritto le (poche) pagine di sesso dei loro detective dell'Appennino, lontane anni luce (menomale) dagli eccessi delle "Cinquanta Sfumature di Grigio" perchè "tutti noi sappiamo come si fanno quelle cose lì- scherza Guccini- non c'è mica bisogno di dilungarsi". Gli scherzosi battibecchi su chi conosce meglio la Montagna, le punzecchiature tra Loriano Macchiavelli e Francesco Guccini, nelle vesti di scrittore, anzi di giallista in coppia con il suo compagno di avventure letterarie, hanno riempito la Sala Terzani della Biblioteca San Giorgio straordinariamente aperta di domenica, nonchè chiuso col botto la quinta edizione del Festival del Giallo.
Una tre giorni dedicata alle indagini letterarie di Agatha Christie ma anche dei giallisti italiani contemporanei come Carlotto e Vichi bagnata da una buona cornice di pubblico a tutti gli appuntamenti in programma, sia questi in biblioteca o a teatro, a conferma che il festival promosso dagli Amici del Giallo è entrato nel cuore della città. Vedere tanta gente di domenica in biblioteca è senz'altro un'immagine in controtendenza con le file ai centri commerciali, ormai “rifugio” festivo di intere famiglie. Il merito- è bene dirlo- va dato anche al comune di Pistoia che ha scelto di tenere aperta e funzionante la biblioteca, il più grande centro culturale cittadino gratuito, anche nella giornata festiva. Certo il richiamo di Francesco Guccini ha influito ma il Guccio Nazionale, sceso dalle sue montagne con un maglione rosso che sa davvero di altri tempi, si è concesso gentilmente ai suoi fan solo come creatore di Santovito e Poiana, i due detective nati dalla collaborazione letteraria con Macchiavelli molto ironico proprio come il poeta pavanese nell'incontro con i lettori.
“Ci siamo messi d'accordo- scherza Machiavelli- io scrivo e lui parla” dice, commentando le molte domande per il più famoso collega che gli tira le orecchie in quanto il più “cittadino” dei due. “Dice di essere un grande conoscitore della Montagna- scherza Guccini- ma invece non sa nulla”. In realtà nelle loro storie investigative, nei loro gialli tra la via Emilia e il West, c'è tutto l'attaccamento di entrambi a questo pezzo di Italia a cavallo della linea Gotica. Paesi oggi sempre più disabitati, da cui i giovani emigrano ma che ancora posson affascinare con le loro tradizioni e la loro vita “slow” gustata fino all'ultimo. Ecco che Adumas, l'unico vecchietto dell'ultimo giallo del duo Guccini- Machiavelli (Malastagione, edito da Mondadori) dove gli investigatori e i personaggi sono insolitamente giovani, è colui a cui gli scrittori affidano la cura per l'ambiente e per un territorio sempre meno tutelato per l'incuria delle amministrazioni e degli stessi cittadini che non sanno (o non vogliono) più ripulire i fossi o curare i castagneti.
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