Il Tirreno

Pistoia

Estra Pistoia soccombe in casa. Ma gioca con coraggio e si vede

di Luca Bonistalli
Payton Willis (foto Innocenti/Nucci)
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Payton Willis (foto Innocenti/Nucci)

I biancorossi costringono gli avversari di Milano a non chiudere mai la partita se non chiedendo a Shields di compiere alla fine un gesto da grande campione

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PISTOIA. Vince Milano ma i tifosi di Pistoia sono tornati a casa con gli occhi e il cuore colmi di gratificazione per aver vissuto ancora una volta una serata di grande basket, di grande coraggio e sacrificio. I biancorossi di Brienza costringono i biancorossi di Messina a vincere una partita che non sono riusciti mai a chiudere se non chiedendo ancora una volta a Shields di compiere il gesto del campione: suo il canestro da tre ad alto coefficiente di difficoltà che a quattro minuti e mezzo rompe definitivamente l’equilibrio, nonostante la difesa/bostik di Wheatle (59-67), ripetendosi un paio di attacchi dopo. Fino a quel momento la partita era stata equilibrata, a tratti entusiasmante per merito di Estra sempre pronta a rosicchiare il piccolo vantaggio che Milano aveva iniziato a costruire dall’intervallo lungo in avanti (33-41) e fino a metà del terzo quarto, quando sul 45-51 Estra recupera palloni in difesa e non trova buoni attacchi. Quando Varnado recupera il tiro sbagliato e va a schiacciare il nuovo vantaggio di Pistoia (54-53) il Palacarrara ruggisce di entusiasmo. Messina scava dentro la sua panchina infinita, cambiando quintetto per trovare energie fresche soprattutto dopo alcuni passaggi a vuoto; Brienza risponde facendo assaggiare la partita a tutti e tutti i suoi giocatori rispondono secondo le proprie capacità. I punti sono stati segnati dal trio americano (58 punti divisi tra Varnado, Moore e Wiilis); gli altri hanno lavorato duro in difesa cercando di aiutare i tiratori a trovare buoni occasioni contro una difesa asfissiante e aggressiva come quella di Milano, e facendosi trovare pronti a chiudere i giochi di attacco al momento giusto. Serviva la partita perfetta per Estra e non è stata così perfetta come era necessario, ma sono stati visti alcuni giochi offensivi tra i più belli della stagione: buona circolazione di palla, dialoghi alto/basso, buoni passaggi: non tutti premiati dai due (o tre) punti ma il pubblico si è stropicciato gli occhi per la qualità del gioco.

La prima preoccupazione di Brienza è stata quella di non lasciare subito i primi minuti in mano agli avversari come successo in alcune partite precedenti: missione compiuti perché la partenza delle due squadre, non brillante dal punto di vista delle percentuali, ha mostrato Estra subito concentrata, attenta in difesa e in attacco (6-2; 12-7; 24-18) Necessario l’uso del tiro da tre perché Milano ha giocatori troppo più forti fisicamente : le percentuali non sono buone per entrambe le squadre e Milano sembra pagare la fatica di una settimana passata in giro per l’Europa, anche se difende duro occupando tutta la propria metà campo, raddoppiando su Moore e Willis, costringendoli a qualche forzatura di troppo. Pistoia chiude in vantaggio il primo quarto e nel secondo Milano parte subito forte con le triple di Ricci (uno dei migliori per Milano)e Tonut, prendendosi un piccolo vantaggio. Hawkins scuote Pistoia, Brienza deve gestisce con attenzione i suoi giocatori, con Ogbeide limitato dai due falli e- partita complicata dato il valore dei pari ruolo avversari ma con un finale da dominatore dei tabelloni – facendo riposare gli americani.

Il terzo quarto comincia sornione, il ritmo si abbassa, Milano gestisce un vantaggio che oscilla tra i 6 e gli 8 punti (37-45; 42-49), poi dopo un fallo tecnico contro Melli Pistoia trova maggior coraggio, Varnado si accende, Moore trova la mira sui tiri giusti e d’ora in avanti la partita non concede tregua. Pistoia a un certo punto ci crede davvero, poi negli ultimi diedi minuti il piccolo vantaggio degli uomini di Messina (56-62, 58-64) viene scavato da un tripla incredibile di Shields, replicata poco dopo (59-67; 62-72) a quattro minuti dalla fine. Milano vince ma il sorriso rimane anche sul viso di Estra, salutata dagli applausi di un Palacarrara mai così ricco di entusiasmo.


 

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