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Basket serie A

Seconda sconfitta per Pistoia, Brienza: «A +9 dovevamo prenderla in mano»

di Marco Tirinnanzi
Seconda sconfitta per Pistoia, Brienza: «A +9 dovevamo prenderla in mano»

Il coach dell’Estra: «Diciotto extra possessi concessi agli avversari sono troppi. Ma in generale sono arrivati comunque buoni segnali»

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PISTOIA. Mastica ancora amaro Pistoia. Al debutto casalingo gli uomini di coach Brienza, dopo un primo quarto un po’ contratto, si riprendono, mettono la testa avanti ma peccano di cinismo e anche, soprattutto, di condizione. E infilano in due gare la seconda sconfitta consecutiva – la prima a domicilio – questa volta con Trento, che s’impone in via Fermi per 78 a 73. Mastica amaro anche coach Brienza, che non si nasconde però dietro gli alibi, ma non può che constatare che per stare a certi livelli servono esperienza e reattività per tutta la durata del match.

«Abbiamo fatto una partita di energia, di voglia, di attenzione – spiega il coach biancorosso – I primi 5-6 minuti del primo quarto abbiamo sbagliato alcune cose facili, creando il primo break per Trento. Siamo stati bravi poi a riprenderli e andare in vantaggio. Il problema è che se tu fai tre stop difensivi di fila devi essere bravo a prendere i rimbalzi e ad attaccare. La chiave è lì. Diciotto extra possessi per loro e 25 punti da secondi tiri in una partita decisa all’ultimo minuto, è un valore troppo condizionante. Abbiamo fatto però un passo in avanti, perché la qualità di Trento è superiore a quella di Varese».

Manca tuttavia il killer instinct per chiudere partite come questa: «Non è facile però averlo, ma serve questa roba qui – ammette – Se riesci ad andare a più 9, hai un buon ritmo e un buon controllo, e se riesci a forzare dei brutti tiri a Trento, devi essere più bravo a prendere il match in mano. Siamo stati sfortunati. Finiamo la prima settimana di A1 con due sconfitte, ma abbiamo buoni segnali. Siamo arrabbiati, però in vista di Scafati (prossimo match in trasferta, domenica 15 alle 19,30, nda) . Pochi punti segnati nel finale? È stanchezza sia fisica che mentale. Odio accampare scuse, ma Moore i primi due quarti gioca e poi fa fatica, perché è stato fermo un mese e mezzo nella pre season. Cali perché le gambe sono meno reattive e il cervello elabora meno».

Nonostante la sconfitta, ottima la prova dello statunitense Payton Willis: 21 punti a referto.

«Abbiamo perso, sì, ma abbiamo dimostrato di poter competere a questi livelli con tutti – sottolinea il numero 0 biancorosso – Abbiamo una buona chimica di squadra. Col rientro di Varnado miglioreremo ancora. L’entusiasmo del pubblico? Il PalaCarrara è esattamente come me lo hanno descritto: una bolgia che ti carica. Questa gente merita delle vittorie e noi lotteremo per salvarci e regalare gioie ai tifosi».

Toccante poi l’omaggio che la Curva Pistoia ha dedicato a Fabio Bongi, ex indimenticato.

«È stata un’emozione indescrivibile tornare al palazzo – dice il vice di coach Galbiati – È stato una bella vittoria in trasferta. Gli striscioni qua si fanno per uomini che hanno fatto la storia, non so come ci sono finito in mezzo – prosegue sorrodendo commosso – . Dovrò pagare qualche pizza ai ragazzi in curva. Auguro a Pistoia soltanto il meglio». 

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