Il Tirreno

Pistoia

«Anche senza Skeens Piacenza è squadra ostica»

di Marco Tirinnanzi
«Anche senza Skeens Piacenza è squadra ostica»

Tesi, Brienza confida in un tifo caldo per i quarti playoff

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PISTOIA. Brienza non si fida di Piacenza e alza ancora di più l’attenzione. In via Fermi oggi alle 20,30 in gara 1 dei playoff arriva infatti un’Assigeco un po’ rimaneggiata. E se per qualcuno potrebbe sembrare un avversario morbido sulla carta rispetto allo spauracchio Fortitudo, non lo è certo per il coach biancorosso che sa che per la Tesi adesso viene il difficile.

«Le serie sono imprevedibili, basta vedere quello che è successo tra Partizan e Real Madrid (con gli spagnoli che hanno ribaltato Belgrado con accesso alle Final Four, nda) – ha dichiarato Brienza – Ogni partita ha una sua valenza e sfruttare il fattore campo sarebbe di notevole importanza, ma allo stesso tempo può anche mettere pressione. Chi inizia in trasferta ha sempre meno da perdere. Sembra poi ci sia stato del sollievo nell'aver evitato Bologna, ma Piacenza è una squadra eccellente: nella scorsa stagione hanno quasi eliminato Scafati e sono stati gli unici a metterli davvero in difficoltà.

I giocatori di riferimento sono gli stessi di quest’anno a parte gli americani. Sappiamo che è un quarto di finale complicato e cercheremo di fare la miglior partita possibile, sperando che anche il palazzetto ci dia una bella mano».

Sul parquet di casa pronti a scendere di nuovo Varnado e Pollone, assenti nell'ultima gara del girone giallo contro Treviglio. «Jordon e Matteo giocheranno. Jordon è al cento per cento, mentre Matteo un po' meno, ma ci saranno – ha chiarito il coach biancorosso – Non guardo al tabellone, gli riservo la giusta importanza: dobbiamo pensare una partita alla volta, ci sono tanti ostacoli. I playoff sono un campionato a parte, in cui le situazioni sono mutevoli e le sorprese dietro l'angolo».

Parole poi per Piacenza, e per l'ex di turno, Lorenzo Querci, cresciuto nell'Academy biancorossa. «È una squadra talentuosa. Dopo l’infortunio di Skeens sono stati costretti a giocare con quintetti piccoli. Scelta non obbligata, che gli sta dando soddisfazioni – ha sottolineato Brienza – Hanno tanti giocatori di striscia poi: Sabatini, Cesana, Miaschi, McGusty, Pascolo. E in gara secca ti possono complicare la vita. Dovremo sfruttare la nostra fisicità per oscurare il loro talento offensivo. Querci? (ex della gara, nda) Gli faccio i miei complimenti. È cresciuto molto, gioca con personalità e sa essere incisivo. È uno di quei casi di giovani che sono migliorati a Piacenza».

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