Calvani da Orzinuovi torna contro la Fabo: «Qui ricordi super, ma vogliamo vincere»
Il tecnico dei bresciani ha guidato l’allora Rb Montecatini portandola dalla B all’A2 nel 2003
MONTECATINI. Marco Calvani torna a Montecatini a vent’anni esatti dal primo campionato sulla panchina della RB, quello che riportò i rossoblù in A2 dopo una strepitosa stagione in B. Ci torna come coach di Orzinuovi, la contendente degli Herons nel primo turno dei playoff, probabilmente la squadra più difficile da battere e a confermarlo sono i risultati: 5 sconfitte in 39 partite tra campionato, Supercoppa e Coppa Italia, entrambe vinte.
Coach, è facile immaginare grande soddisfazione per il percorso fatto fin qui.
«Siamo contenti. Ci descrivono come una corazzata, ma secondo me è ignoranza o malafede. Dei nostri giocatori, solo due, Planezio e Leonzio, hanno vinto un campionato. Dieci giocatori nuovi, nessuno aveva mai giocato con un altro e nessuno era stato mai allenato da me, tranne Da Campo. C’è una lista di squadre con tradizione che da anni cercano di passare. Quando sono arrivato a Orzinuovi, dopo la retrocessione dall’A2, ho detto che avremmo fatto un campionato di vertice, ma i tre percorsi tra campionato e coppe non erano pronosticabili. La soddisfazione è anche aver riportato la gente al palazzo, sfiorando le duemila persone, dopo che nelle ultime gare dell’anno scorso ce n’erano poche centinaia».
Come descriverebbe la sua squadra?
«Prima di tutto è squadra, sono pronti a prendersi le responsabilità individuali ma alla base c’è un lavoro di team che parte dalla difesa. C’è stata sintonia con il club nel costruire una formazione non solo tenendo conto delle qualità tecniche ma dell’attitudine al lavoro. I tabellini sono sempre molto distribuiti, non c’è uno da 25 punti, non c’è nemmeno un quintetto base fisso».
Diversamente da molte squadre di B, avete una pattuglia di lunghi imponenti.
«In realtà l’unico centro d’area è Ponziani, Alessandrini è un giocatore diverso, under che ha una doppia dimensione, tira bene da fuori e ha qualità anche in avvicinamento. I nostri quattro lunghi, compresi Agbamu e Planezio, sono, per scelta, tutti molto diversi tra loro, e lo stesso vale per Trapani e Procacci, i due play».
Ha seguito il campionato della Fabo?
«Direi che con l’assetto definitivo hanno fatto una cavalcata che li ha portati a un quarto posto meritatissimo. Vincere 15 delle ultime 16 partite non è casuale, sappiamo bene che affronteremo una squadra che ha gente che ha giocato in serie A, come Nicola Natali, ma anche due come Chiera e Arrigoni che hanno lottato per obiettivi importanti e da protagonisti. Affrontiamo questo turno con umiltà e rispetto, ma anche conoscendo la nostra forza. In 39 gare ne abbiamo perse 5, e in 27 ci sono mancati uno o due giocatori. Per una squadra in cui tutti possono essere protagonisti, poteva essere un handicap».
Che ricordi ha di Montecatini?
«Ricordi super. La mia prima esperienza importante dopo 11 anni da assistente a Roma, sono felicissimo di tornare. Galligani mi scelse per le mie caratteristiche, ma non posso dimenticare l’endorsement di Gino Natali. Io Montecatini la frequentavo già, perché i miei genitori sono venuti a fare le cure per una vita. Il primo anno vincemmo la B e il secondo arrivammo in semifinale in A2 con quattro montecatinesi in squadra. Il terzo non fu niente di che, ma succede. Simone Galligani era un visionario nel senso positivo del termine, si era circondato di persone come Stefano Romani e Gianluca Meucci, pensando anche all’immagine del club. Il pubblico si faceva sentire, con alcuni dell’Onda d’Urto siamo ancora in contatto, e anche con altri tifosi. Sarà un piacere salutare tutti».
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