Il Tirreno

Pistoia

Serie D

Pistoiese, arriva il gol ma non la vittoria. Squadra contestata

di Pasquale Petrella
Pistoiese, arriva il gol ma non la vittoria. Squadra contestata

Gli arancioni non vanno oltre l’1 a 1 contro il modesto Crema allo stadio Marcello Melani. Contestazione a fine partita: in silenzio davanti alla curva, escono fra i fischi

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PISTOIA. La Pistoiese non sfonda. Nella sfida casalinga col modesto Crema esce un altro scialbo pareggio, terzo di fila in altrettante gare di campionato disputate finora. E a fine partita gli arancioni con mister Cascione in testa sono costretti a una nuova umiliazione davanti alla curva degli ultras dove in silenzio accolgono la valanga di improperi di una tifoseria che da questo match si aspettava i tre punti e invece ha dovuto registrare un pareggio che, nella logica della voglia di un campionato di vertice, significa altri due punti persi e non uno guadagnato.

E’ la legge dello stadio e del calcio dove, se non vinci devi saper incassare la contestazione dei tuoi stessi tifosi e così hanno dovuto fare ieri pomeriggio gli uomini in maglia arancione.

Eppure la partita cominciata con le due formazioni schierate sul cerchio di centrocampo in religioso silenzio in segno di solidarietà per le vittime dell’alluvione nelle Marche, era poi cominciata bene per la squadra di casa. Pistoiese che trova subito gli schemi mentre Crema sbaglia più di un passaggio, segno di tensione e difficoltà. E mentre Benassi, di mestiere, cerca di frenare l’irruenza dell’esperto Recino, sul fronte opposto Cerri è troppo plateale negli interventi su Barbuti e rimedia il cartellino giallo. Crema è in difficoltà evidente ma non ha niente a che vedere con l’eurogol di Macrì che al 12’ sfrutta un batti e ribatti sulla linea dell’area grande fra Barbuti e Barzotti che fanno a sportellate con Brero ed Erman, per trovare lo spazio giusto per far partire un sinistro al veleno che s’insacca nell’angolino più lontano della porta alla destra di un incolpevole Peschieri. E’ il primo gol stagionale dopo i due 0-0 precedenti. Gli arancioni cercano di approfittare dello sbandamento dei nerobianchi ma manca il gioco corale e si cercano solo le iniziative personali così Crema resiste e minuto dopo minuto ritrova gioco e compattezza. Al 20’ Recino sfiora la traversa con un colpo di testa su calcio d’angolo. Un primo campanello di allarme per la Pistoiese sui tiri da fermo. Crema non sembra impeccabile nel gioco lineare ma sui calci da fermo ha schemi che sembrano ben oleati e ogni volta si rende pericolosi. Ma il secondo brivido per gli arancioni arriva da un bolide rasoterra di Ricozzi che Urbietis blocca a terra. La risposta degli arancioni arriva ancora con Macrì che su una indecisione della difesa ospite centra la base del palo. La partita ora è più equilibrata e Recino rifà le prove dalle parti di Urbietis, senza molta fortuna. In panchina Bellinzaghi legge il match e capisce che forse è il momento di cambiare qualcosa: fuori Nesci e dentro Lovaglio. Ed è quest’ultimo cinque minuti dopo a mancare d’un soffio l’appuntamento col pregevole assist messo in area dallo statuario Recino. Scricchiola la difesa arancione e al 43’ arriva il gol di Madiotto che approfitta di una mancata trattenuta a terra di Urbietis su tiro di Tosi e insacca il gol che vale il pareggio col quale le due formazioni vanno negli spogliatoi.

Nella ripresa ancora bene la Pistoiese in avvio con Barbuti che svirgola sull’assist di Caponi e pochi minuti dopo Barzotti e Davì mancano per un pelo il tap in sul traversone di Florentine. Crema che si difende con ordine, imbriglia gli attaccanti e raramente si fa vedere dalle parti di Urbietis. È a questo punto che Cascione decide di dare maggiore freschezza alla squadra. Al 17’ della ripresa si gioca le carte dei neoacquisti Citro e Boccardi, insieme a Sighinolfi, per le uscite di Caponi, Barzotti e Florentine. Ma al di là del movimento sul taccuino del direttore di gara, in campo non si nota alcun sussulto. La partita è sempre più prevedibile e scialba. Mancano le geometrie, manca la condizione fisica e gli arancioni si sfilacciano. Arcuri accusa crampi mentre Citro dopo le prime sfuriate sembra fermo e con una condizione ancora tutta da costruire. Esce anche Macrì per far posto a Ortolini. Cascione se le gioca tutte le sue carte ma il risultato resta inchiodato sull’1 a 1.




 

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