Gioco
Pistoiese, il cambio di proprietà non fa volare gli abbonamenti
Sono state 312 le tessere staccate, esattamente lo stesso numero del 2013/14 Anche allora l’Olandesina era in serie D e poi fu promossa fra i professionisti
PISTOIA. «Trecentododici volte grazie», con questa esclamazione la Us Pistoiese 1921 pone la parola fine alla Campagna abbonamenti “Per la città!”. Un tributo doveroso a chi ha risposto “sì” all’appello della Società. Un pugno di tessere ha consentito di sfondare la barriera psicologica dei trecento, a fronte delle 296 rese note domenica e soprattutto di eguagliare il dato dell’ultima campagna abbonamenti arancione in Serie D. Era la stagione 2013/14 quando fu incredibilmente staccato lo stesso numero di tessere, appunto 312. Una coincidenza che fa riflettere e che può per gli ottimisti essere di una sorta di amuleto, perché in tale stagione, pure quella con la “Nord” chiusa, la Pistoiese riconquistò il professionismo quando ad allenarla c’era Massimo Morgia. Il numero è comunque in linea con il trend che caratterizza da sempre la tifoseria arancione, poco avvezza a conferire fiducia a prescindere. Tutto questo al netto della contingenza economica di questo particolare momento storico. L’effetto novità conseguente l’uscita di scena del presidente Ferrari non è stato sufficiente a far aumentare il numero degli abbonati, se non rapportando il dato alle ultime due stagione, però condizionate dalla Pandemia e dal dubbio di poter o meno essere certi che le gare fossero o meno aperte al pubblico. Le tessere staccate, in ogni caso, sono in numero inferiore agli anni della Serie C. Nel 2017/18 le tessere sottoscritte furono 529, nel 2018/19: 522, nel 2019/20: 470. Questo per sottolineare che i sostenitori della Pistoiese in genere sono poco avvezzi a sborsare le cifre in anticipo e preferiscono scegliere di volta in volta se recarsi o meno alla stadio. Non ha scalfito questa atavica abitudine la novità tedesco-campana rappresentata dal patron Stefan Lehmann e dall’amministratore unico Alessandro Gammieri. E a poco sono servite le agevolazioni “tribuna orange”, “over 65” e “Family”. Negli ambienti della tifoseria c’è comunque sorpresa. Si sperava in altri numeri. E traspare la delusione, qualcuno cerca di attribuire il risultato ad una reazione al periodo senza acuti della Pistoiese nelle ultime stagioni, altri al poco “appeal” del Melani, che è in larga parte inagibile. Marco Di Giacomo afferma: «Mi aspettavo un successo della campagna abbonamenti, avendo osservato che tra i tifosi c’era soddisfazione per i giocatori che sono stati ingaggiati. Personalmente ho fatto la tessera per la tribuna orange con la speranza di poter un giorno utilizzarla per vedere le partite dalla “Nord” quando sarà aperta. Nella prima partita ero assente essendo in vacanza. Mi dicono che da quel settore occupato dai tifosi con le bandiere sia difficile vedere la partita, per cui valuterò al momento se pagare un biglietto pagando la differenza e accomodarmi in laterali». Secondo Maurizio Desideri: «Pistoia è questa, c’è poco da fare, gli abbonamenti non si fanno, non conta la categoria e chi guida la Società, siamo gli stessi di quando c’era Ferrari. La gente aspetta i risultati e decide di volta in volta se andare allo stadio. E incide tanto anche il dubbio Curva Nord». Ci va ancora più duro Davide Diafani: «E’ un risultato deprimente, 312 persone cioè gli stessi di sempre, mentivano tanti di quelli che affermavano l’intenzione di fare l’abbonamento dopo l’uscita di scena di Ferrari».
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