«In Supercoppa fondamentale sfruttare le due partite interne»
Tesi Group: intervista a Del Chiaro, da otto anni a Pistoia: tra poco saremo al completo. State tranquilli, anche quest’anno ci divertiremo. Abbiamo due ottimi americani
PISTOIA. Più giovane di lui in squadra c’è soltanto il suo coinquilino Gregorio Allinei (classe 2004), ma in termini di longevità biancorossa lo “batte” solo capitan Della Rosa. Angelo Del Chiaro frequenta il PalaCarrara ininterrottamente fin dal 2014 e questa sarà la sua nona stagione con la maglia del Pistoia Basket, la terza di fila in prima squadra.
«Sono arrivato a Pistoia a 13 anni e adesso ne ho 21 – dice la torre di Pietrasanta – ricordo il primo anno in cui facevo avanti e indietro in treno. Per me questa città è come una seconda casa, anche perché sono sempre stato più qui che a casa mia. Devo tanto a questi colori e a questa società, che mi ha cresciuto e ha sempre creduto in me. Farò del mio meglio per ripagarla e continuare a migliorare». Una crescita da vivere con fame ed entusiasmo, magari fin dai primi appuntamenti di Supercoppa, che vedranno la Gtg debuttare da campionessa in carica sabato sera in casa con la Npc Rieti (mercoledì 14 a Chiusi e sabato 17 con la Fortitudo Bologna). «Le avversarie del girone sono tre ottime squadre – commenta l’ex nazionale giovanile – dovremo sfruttare le due partite in casa. L’anno scorso abbiamo vinto quindi c’è da andare in campo senza troppa pressione ma con la voglia di dimostrare, lottando con orgoglio».
Per ora in tre amichevoli sono arrivate altrettante sconfitte, ma le assenze giustificate scongiurano eccessive preoccupazioni. «Credo molto nel fattore squadra – sottolinea il 2 metri e 8 – manca ancora Carl (Wheatle, ndr) che è in Nazionale mentre Varnado è arrivato domenica e ieri si è allenato con noi per la prima volta. Tra poco saremo al completo e potremo iniziare la nostra stagione a pieno regime. Per il resto siamo tranquilli, sappiamo quello che dobbiamo fare e che cosa vuole da noi Nicola (coach Brienza, ndr) perciò siamo carichi ed entusiasti».
Lo spogliatoio, ancor prima del parquet, ha visto appunto tre nuovi volti aggiungersi a un gruppo consolidato di cui il classe 2001 è parte integrante e che lui stesso definisce una garanzia. «Ripartire dallo zoccolo duro è fondamentale e non scontato – prosegue il pari ruolo e “apprendista” di Daniele Magro – Quando ho visto che anche Daniele rinnovava sono rimasto contento. È un gran giocatore e mi aiuta tantissimo coi suoi consigli, lo fa sempre col cuore. Con la fiducia dei compagni e dello staff viene tutto più facile. Ma tutti i ragazzi del gruppo sanno darti ogni volta qualcosa di importante. Dei nuovi, con Matteo ci avevo già giocato contro, mentre gli americani quest’estate li ho cercati in video e ho subito pensato: anche quest’anno ci divertiamo». L’ambiente ideale dove trovare la consacrazione, tra taglia fuori e canestri dalla media. Ma soprattutto emozioni intense, insieme agli amici e davanti al suo pubblico, tra cui in prima fila mamma, babbo e i suoi due fratellini entrambi baskettari. La sua prima Baraonda.
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