“Un capitano, c’è solo un capitano”. Borgo e quella Pistoiese da Serie A
Al Nursery Campus il libro di Grilli fra aneddoti e voglia di riscatto
PISTOIA. Stretta di mano tra Borgo e Berti, bomber del Futsal, per ricordare che Pistoia è una città di Serie A. Presentato al Pistoia Nursery Campus un libro che pone Sergio Borgo tra i venti più importanti capitani del calcio italiano.
La presentazione del libro di Michele Grilli, giornalista e scrittore di Jesi, “Un capitano, c’è solo un capitano”, in cui figura la storia di Sergio Borgo è stato il formidabile pretesto per riunire a Pistoia pezzi importanti della storia arancione, nella splendida cornice del Pistoia Nursery Campus. Al centro dei ricordi di tutti, l’epopea di Marcello Melani, di cui Borgo fu fulgido interprete, che culminò nella promozione in Serie A avvenuta nel campionato 1979/80. Era presente il padrone di casa, Vannino Vannucci, da trent’anni main sponsor della Pistoiese.
Grilli nel suo libro racconta le storie leggendarie di venti capitani di calcio. L’evento organizzato dal giornalista Stefano Baccelli si è aperto con un video per ripercorrere con le immagini la stagione 1980/81, l’unica in Serie A dell’Olandesina. Poi è andato in scena un momento di divulgazione scientifica e sensibilità sociale con le parole di Rachele Michelacci e Riccardo Vescovi, di Aism, cui andrà parte del ricavato del libro. La serata è proseguita con l’omaggio del Comune rappresentato dal neo presidente del consiglio comunale, Emanuele Gelli, che ha regalato a Borgo una litografia: “Il Giro del sole” di Roberto Barni, con dedica del sindaco Tomasi, un gagliardetto e un libro appena uscito sull’Anno Santo iacopeo. Dopo il momento istituzionale si è passati a quello emozionale. La stretta di mano tra Riccardo Berti, stella del Futsal Pistoia, neopromosso in Serie A1 e Sergio Borgo è una sorta di passaggio di testimone e la dimostrazione che nonostante la Pistoiese di oggi si trovi lontano dai piani alti del calcio, Pistoia resta una città di Serie A.
La parola è successivamente passata alla scrittrice Maria Lorello, la quale non si è limitata ad analizzare le venti pagine dedicate a Borgo, ma ha spaziato sulla intera pubblicazione, definendola un romanzo che descrive fenomeni sociali che travalicano la performance sportiva. A questo punto si è passati alle testimonianze dirette, un mondo di aneddoti arancioni del tempo che fu, rivelati da Bruno “Maciste” Bolchi, che fu l’allenatore della Pistoiese nel primo anno in arancione di Borgo e quindi da Claudio Nassi, che come diesse della Pistoiese, acquistò Borgo dalla Lazio.
Molto interessante anche il commento di Fabrizio Salvatori, ex compagno di squadra di Sergio ed ex diesse vincente dell’era Maltinti, che ha egli stesso ribadito il suo legame a Borgo e alla città. Odi sperticate a Pistoia e alla maglia arancione sono state espresse dallo stesso Borgo, emozionato e felice, il quale, per quanto abbia virtuose frequentazioni con il mondo intero, tiene sempre accesa la speranza di poter tornare un giorno a vivere e lavorare qui.
Belle e concise le conclusioni di Grilli, che ha testimoniato il ruolo sociale di un vero capitano nelle realtà in cui è portatore di valori più che interprete di emozioni. E che ha individuato in Borgo una delle figure più rappresentative. Finale a sorpresa con l’intervento di Riccardo Agostiniani, allenatore della Pistoiese in Eccellenza e definitosi tifoso in Serie A “prestato” in Eccellenza ad allenare la squadra della sua città . Un “sogno” realizzato che nemmeno adesso crede vero: «È il grande orgoglio dei pistoiesi – dice in sintesi – che rende giustizia al mito arancione».
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