Il Tirreno

Pistoia

basket

Delirio Gema, il primo derby di Montecatini è tutto tuo

Lorenzo Carducci
Delirio Gema, il primo derby di Montecatini è tutto tuo

In un PalaTerme sold out lezione ai “cugini” degli Herons. Rasio e compagni dominano l’incontro e tornano in vetta

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Il primo derby di Montecatini è della Gema, che si merita la vittoria con annessa detronizzazione degli Herons da primi della classe, grazie al momentaneo scontro diretto a favore. In realtà però c’è anche una vincitrice morale ed emotiva, ed è bene citarla subito. La piazza. Il PalaTerme, che non porta rancore a nessuno, abbraccia la sua gente. Quella accorsa per il tutto esaurito, con 1.600 posti andati a ruba. Quella che c’è sempre stata, quella che mancava da tempo e si è sentita di tornare. E anche quella non c’è mai stata, ammaliata dall'atmosfera creata da questa strana rivalità.

Tornando alla sfida, la lezione imposta da Gema è di quelle limpide e chiare, nei confronti della versione timorosa e bloccata degli Herons. Si sa, una squadra è forte quanto più riesce ad esasperare i limiti dell’altra. Ed è andata proprio così. A cominciare dall’avvio, quando, forse anche a causa del cuor leggero dato delle defezioni, Gema non esita a ruggire come il miglior capobranco in controllo della savana. Gli aironi pagano lo scotto dell’inesperienza e dell’emozione rispetto ad un palcoscenico così gremito, subendo il ritmo blando dei rivali rossoblù. Una dinamica che sfocia nell’immediato 0-6 e poi, quando gli Herons riescono a ricucire a più riprese fino al -2, nel mini allungo di Marengo e compagni sospinto dall’invenzione di un super Molteni sulla prima sirena per il +11.

La trama del best seller non cambia nella seconda frazione, almeno fino a pochi giri d’orologio dall’intervallo. Gema sfrutta di gran carriera i cambi difensivi dei Barsotti boys, andando saggiamente da Rasio che in mismatch sui piccoli fa il bello e il cattivo tempo. A tarpare le ali degli aironi è anche la maggior voracità degli avversari nelle palle vaganti, solitamente il pane quotidiano della compagine “casalinga”. Poi, seppur lenta e timida, arriva la reazione degli inseguitori, che realizzano di dover mulinare le gambe e pensare il meno possibile. Lo intuiscono, ma lo concretizzano solo a metà. Perché dopo il rientro fino al -4 (43-47) a cavallo tra fine del primo e inizio del secondo tempo, Gema torna saldamente in controllo del match a trecentosessantagradi. E lo fa in concomitanza con l’espulsione per somma di tecnici di coach Del Re, a cui subentra il vice Angelucci. Gema scappa sul +15, divario cristallizzato anche al trentesimo. Gli ospiti chiudono ogni varco, gli aironi sono inermi di fronte al rebus della difesa a zona e continuano a dover fare i conti con le polveri bagnate dall’arco (in tutto 7/39, 18%).

Nell’ultima frazione lo iato s’ingrossa anche fino al +18 e quando si assottiglia, di poco, ormai il risultato non è più in discussione. È la serata di Tommy Molteni, autore di 31 punti e assoluto protagonista proprio in contemporanea alla propria casa madre cestistica Cantù, vittoriosa in casa con il Pistoia Basket. L’ex Piombino vive un derby magico, spalleggiato oltre che dall’ottimo Neri anche dall’abituale primo violino argentino Rasio, che vedendo l’ispirazione del compagno lo accompagna col sottofondo più dolce che conosce: punti e rimbalzi, precisamente 22+17. Herons al minimo stagionale come punti segnati, mai prima di stavolta sotto quota 70. A Barsotti e soci non bastano Dell’Uomo, unico punto di riferimento soprattutto nella prima metà di gioco e un Casoni che suona la carica nella seconda. Aldilà del verdetto e delle sue implicazioni, ricordiamoci però della vincitrice morale. Speriamo di poterla proclamare tante altre volte, di qui alla fine della stagione.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web