Il Tirreno

Pistoia

L'OriOra si regala un Carpegna per Natale

Elisa Pacini
L'esultanza dei biancorossi a fine partita contro Pesaro (Foto Gori)
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L'esultanza dei biancorossi a fine partita contro Pesaro (Foto Gori)

Pistoia Basket ottiene la quinta vittoria consecutiva in casa contro Pesaro (91-79) e può festeggiare la sua guadagnata tranquillità in classifica

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PISOTIA. L’OriOra banchetta al pranzo di Natale della Legabasket, prendendosi il quinto brindisi casalingo consecutivo nell’anticipo di mezzogiorno dopo aver “affettato” il Carpegna, sponsor goloso di Pesaro. Un boccone importante, che allunga la striscia positiva tra le mura amiche e soprattutto porterà l’OriOra (qualunque siano gli altri risultati) a passare il Natale vero, fuori dalla zona retrocessione con due squadre dietro.

Una vittoria cercata e voluta, per nulla facile, dopo una gara in cui si è sentita la pressione di uno scontro diretto a cui l’altra duellante arrivava con l’acqua alla gola. Pesaro, pur mostrando i limiti tecnici che la rilegano all’ultimo posto a quota 0 dopo 13 giornate, ha giocato con la grinta giusta della gara da dentro o fuori. Mettendola dall’inizio alla fine su un basket mani addosso e contatti che i tre grigi (vera nota dolente di una bella battaglia sportiva) hanno agevolato con la loro conduzione di gara confusa. Pistoia che è una squadra decisa e spietata ma non cattiva ci ha messo un po’ a calarsi nell’arena, subendo il ritorno di Pesaro nei quarti centrali, per poi spingere nell’ultimo periodo come aveva cercato di fare dall'inizio. Per il resto a sfiancare una stoica Vuelle, ci ha pensato Terran Pettteway, one man show che ha spaccato in due la sfida con canestri impossibili e 32 strenne che abbelliscono l’albero di Natale biancorosso.

Pistoia parte come di consueto con D’Ercole accanto a Dowdell e Salumu in panchina mentre c’è il nuovo Williams nel quintetto di Pesaro. Tanti canestri e poca difesa nei primi 5’, con Pistoia che sembra poter condurre le danze (11- 4). Invece Williams innesca subito la sfida con Petteway e Pesaro torna a soffiare sul collo. Carrea inizia a girare i suoi, Salumu entra ed esce per due sfondamenti filati e Pistoia si blocca al tiro. L’ultimo canestro su azione è il 23- 19 di Brandt al 6' poi solo liberi visto il bonus raggiunto e Pesaro è lì dopo 10’ (27- 26). Totè firma il sorpasso ad inizio secondo quarto, per due volte (29- 30). Carrea rimette Brandt e Johnson sotto ma è Della Rosa a scuotere i suoi con 7 punti filati (38- 37) che però non riportano a Pistoia l'inerzia del match. Williams torna a vedere la retina, Pistoia ricomincia l’astinenza e a fine quarto si trova sotto di 5 tra le proteste generali verso le decisioni dei grigi, ultima il contatto non ravvisato su Landi al tiro sulla sirena. Al ritorno in campo Pistoia accorcia e sorpassa (50- 49) trascinata da Petteway ma la partita rimane arcigna. L’OriOra non riesce ad attaccare il ferro, a Dowdell e Petteway da tre (63- 60) risponde Pusica (11 punti nel quarto) e Pesaro al 28' è ancora avanti (65- 66). All'ultimo quarto Pistoia però si presenta in vantaggio, grazie ai suoi combattenti: tripla di Landi e sfondamento preso da Wheatle (68- 66).

L’ultimo parziale inizia con il botta e risposta da tre tra Pulica e Wheatle e le scintille (ancora) tra Landi e Eboua, che si beccano un antisportivo a testa che si annulla. La guerra non è finita, volano colpi proibiti, la tensione è alle stelle. Il PalaCarrara è un girone dantesco dove l’OriOra trova la diritta via con il 15- 5 dei primi 5’ in cui Salumu riscatta con un bel contropiede una gara difficile e soprattutto l’asse Dowdell- Brandt torna a macinare punti, volando a 84- 73 con un canestro su una gamba sola dell’australiano che poi uscirà per infortunio. Pesaro non molla ma a chiuderla è "mister 32" Crazy Terran.

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