Il Tirreno

Pistoia

OriOra Pistoia soffre e cede 80 a 70 in casa Brindisi

Elisa Pacini
OriOra Pistoia soffre e cede 80 a 70 in casa Brindisi

Mai in discussione il risultato finale con i pugliesi avanti fin dal primo quarto A sei minuti dal termine il massimo vantaggio con il +22

3 MINUTI DI LETTURA







Sarebbe bello poter dire che Pistoia a Brindisi ha perso ma ha salvato almeno la faccia. Invece di dignitoso nel ko dell'OriOra in Puglia, c'è stato solo lo scarto limitato (80- 70) per una sconfitta figlia di una prestazione a tratti imbarazzante. Sugli schermi nazional popolari di mamma Rai (anch'essa in serata no visto che il collegamento col PalaPentassuglia è partito all'inizio del secondo quarto dopo non solo la finale ma anche la diretta di tutti i festeggiamenti della Coppa Italia di volley), dopo 19 gare, a quasi due terzi del campionato l'OriOra è sembrata la squadra scarica di inizio stagione. Per nulla scossa e ringalluzzita dalla classifica rimodellata dopo la vittoria a tavolino contro Milano e tornata indietro su tutta la linea in quei miglioramenti tecnici e caratteriali che avevano illuso su un cambio di passo. Atteggiamento dimesso, difesa colabrodo e una difficoltà a segnare impressionante: così Pistoia si accosta alla lunga sosta della serie A. E il condominio in ultima posizione con Reggio Emilia che, ad oggi sarebbe retrocessa, non può essere un paravento per scelte decise e dure che lo stato attuale della squadra impone. Decisioni che chiamano in causa la società, che finora non si è distinta per concretezza e rapidità d'azione (il caso Johnson è lì a dimostrarlo).

Davanti allo show di casa, con Brown protagonista della prima parte e Chappell scatenato nella seconda, ha fatto poco più che la comparsa. Soccombendo a rimbalzo, sbagliando ancora tanti liberi anche nella prima parte del match (dove c'è stato un minimo di storia). 8 errori dalla lunetta (19/27) dove pur l'OriOra è andata molto più della squadra di casa che ha risposto con 12/12 dalla linea della carità. Appena tre triple su 17 segnate e una gran fatica a segnare più di 60 punti, con l'ennesima serataccia del quintetto titolare (con Krubally limitato dai falli) e una panchina, ancora una volta chiamata a responsabilità abnormi per le proprie possibilità, incapace di invertire la rotta. Pronti via e Pistoia va avanti 0- 4, ma Brindisi si scuote con Brown e risponde con un 7- 0 (7- 4). Ramagli richiama Krubally per falli e l'inpalpabile Auda ma “Giovanni Marrone” come viene chiamato italianizzando il nome americano, il lungo di casa continua a fare quello che vuole e spinge Brindisi al 18- 12 della prima sirena. I pugliesi arrivano a più 10 al 13' ma Pistoia risponde con l'unico guizzo della serata. Da 31- 21 i biancorossi rimontano fino a 33- 30 con canestri di Johnson, Gladness e Auda. Un ritorno di fiamma subito spento dal 13- 1 con cui Brindisi si scuote, mentre l'OriOra in campo sembra sparita. Invece i 46 punti sul groppone all'intervallo sono tutti lì e all'inizio della ripresa la partita è già in cassaforte per la squadra di Vitucci. Chappell da tre mette 20 lunghezze e passa tra le due squadre (64- 44 al 29'). La gara è già finita, e il lungo garbage time finale è un film già visto. Che con 11 gare per salvare la pelle è piuttosto indigesto. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera