Italia
Martini: «Mancano 14 gare. Non dobbiamo mollare»
La giovane guardia di Pistoia cerca di trasmettere fiducia e ottimismo anche dopo il ko contro Pesaro e l’addio del capitano Dominique Johnson
PISTOIA. «La nostra disciplina è la nostra forza e come si dice dalle mie parti, l'arrivo è al "Vigorelli"». Matteo Martini è un ottimista e anche nella conferenza stampa di metà settimana, nonostante l'OriOra sia in fondo alla classifica e reduce da un pesante ko con Pesaro, la guardia biancorossa cerca di trasmettere fiducia e ottimismo in ogni sua risposta e non vuol sentir parlare di rassegnazione o pessimismo. «La forza che ci ha contraddistinto sempre è quella di aver continuato a battere il ferro e a lavorare, sempre e comunque, anche quando siamo partiti con le prime sei sconfitte, anche quando abbiamo avuto altri periodi senza risultati. In questi giorni ho visto comunque una squadra viva, ovviamente c'è dispiacere per la scelta di Dominique Johnson, anche se sappiamo che questo è pure un business e ognuno fa le scelte migliori per sè e per la sua famiglia. A proposito sono sicuro che quella di Johnson è stata una scelta ponderata e pensata, certamente non presa a cuor leggero. Per la partita di domenica c'è più che altro rammarico, anche se abbiamo la consapevolezza di non voler abbassare la testa». Nella partita con Pesaro uno dei migliori è stato proprio Matteo Martini, che però senza voli pindarici sottolinea come anche questa prova faccia parte del suo percorso di crescita, iniziato a settembre quando ha debutto in Serie A. «Fa tutto parte di un percorso step by step. In questa stagione ho fatto il salto di categoria ma lavoro giornalmente per migliorarmi, è tutto un lavoro in prospettiva e bisogna fare un passo alla volta. Sicuramente è un percorso stimolante e c'è sempre qualcosa in più che puoi fare, tutto ti trasmette stimoli e ambizioni».
Pistoia domenica sarà impegnata sul parquet di Venezia, avversaria fortissima e con un roster lungo e competitivo. Per sperare nel colpaccio servirà qualcosa di più di un miracolo ma anche qui l'ottimismo di Martini arriva in soccorso per diramare le nubi minacciose in vista di della prossima partita. «La salvezza passa da tutte le partite, non c'è niente di scontato. Le prossime tre sulla carta sono proibitive ma non dobbiamo abbatterci perché mancano ancora tante partite e dipende anche dalle possibilità che riusciremo ad avere, consapevoli che se qualcuno ci farà un regalo dovremo essere bravi a prendercelo ma anche a meritarcelo. Con Venezia ad esempio dovremo sfruttare la continuità nel gioco che abbiamo visto nelle ultime settimane». Il ko con Pesaro ha portato la piazza in una profonda depressione, anche qui l'antidoto di Martini sta tutto nella semplicità, proponendo di pensare ancora ad una gara alla volta, senza farci prendere dall'ansia dei numeri. «Secondo me è sbagliato affrontare questo momento con preoccupazione perché sarebbe come mettersi da soli un peso sulle spalle. Rintanarsi in un angolo e flagellarsi di domande non aiuta a trovare soluzioni per le restanti quattordici partite di campionato». —
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