Italia
OriOra Pistoia, contro Pesaro vietato fallire
Scontro diretto per la salvezza, con il passivo subìto all’andata da ribaltare. Coach Ramagli: una partita importante
Pistoia. Pistoia contro Pesaro, atto secondo. Importante come il primo, anzi di più soprattutto per l’Oriora che all’alba del girone di ritorno, parte ultima, due punti dietro alla Vuelle (rivitalizzata dal cambio tecnico) e con il –6 della sconfitta dell’andata sulla testa. Anche per questo la gara di oggi (ore 17, 30) in un PalaCarrara speriamo gremito e caldo (gli Under 17 entrano gratis), è fondamentale (se non quasi decisiva) nella corsa salvezza. «Una gara importante» la definisce Alessandro Ramagli dove «tutte le altre definizioni sono accessorie». Inclusa quella, molto calzante, di “esame di maturità”, data dall’ex capitano Giacomo Galanda a “Il Tirreno”. Per la squadra e i singoli, attesi da un big match in cui è vietato fallire.
GAMBE E TESTA. Kerron Johnson e Mickell Gladness stringeranno i denti pur di esserci, come “sul pezzo” (parole di Ramagli) sarà Dom Johnson nella sua strana domenica da capitano a gettone. «È una partita da vincere» dice sorridente il tecnico Oriora che racconta un’altra settimana di buon lavoro, sedute di liberi a raffica dopo i 12 sbagliati ad Avellino e di sintonia tra squadra e staff. «Cosa che non è mai mancata» ribadisce, puntando tutto per questo big match sul giusto mix di «intensità e furore agonistico ma anche equilibrio e pazienza» da tirar fuori «dalla parte inferiore e superiore del corpo, da testa, cuore, gambe e quello che c’è di vicino». Dopo l’altalena del girone d’andata, una sorta di esame di maturità? «Può essere– risponde Ramagli– ma io penso che nella parola importante ci sta tutto. Giochiamo contro una squadra della stessa fascia, in casa. Una gara che abbiamo preparato, lavorando sodo come le altre volte».
UGUALI e DIVERSE. Fin dall’estate candidate ad un ruolo di protagoniste nella lotta per la sopravvivenza, Pistoia e Pesaro hanno molto in comune. Non a caso dopo 15 gare, le separano i due punti della vittoria Vuelle al sole d’ottobre. «Non sono soddisfatto del nostro girone d’andata, come nessuno dei miei giocatori anche se sapevamo che questo era il nostro campionato. Siamo riusciti parzialmente dalle nostre difficoltà». Pistoia e Pesaro sono le squadre più giovani del campionato, sono due delle tre peggiori difese con tre centelli subiti a testa. La Vuelle è franata nella seconda parte del girone d’andata fino alla scelta del cambio tecnico da Galli a Boniciolli, quando Pistoia ha messo a punto la sua retroguardia. Chiamata ora a fermare la vocazione alla transizione di Pesaro. «Ha i due contropiedisti migliori del campionato che sono anche i migliori realizzatori della serie A– dice Ramagli parlando di McCree e Blackmond – dopo la gara di Avellino forse hanno perso l’autostima, subendo alcuni ko con scarti abissali. Domenica contro Torino hanno ritrovato la difesa. Con la testa dovremo essere bravi ad adattarci in corsa ma le caratteristiche sono quelle della squadra che produce di più in transizione e gioca più possessi di tutte».
ULTIMO DJ?. Il passivo dell’andata e la potenziale ultima partita di Dom Johnson, quanto possono incidere mentalmente nell’approccio al match? «La seconda in nessun modo– chiude Ramagli– in settimana si è pensato molto di più alle condizioni di Kerron Johnson. Io spero che Dominique resti con noi, lunedì lo sapremo. Ma ora mi interessa questa gara in cui lui è calato in pieno, è sul pezzo da capitano». –
Elisa Pacini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google