Il presidio
Arrivo in volata, Pistoia ko
Pesaro è più lucida e finisce 77-81. Biancorossi inchiodati all'ultimo posto in classifica
PISTOIA. Esame di maturità fallito. Pistoia inizia nel peggiore dei modi il girone di ritorno, lasciando campo a Pesaro (77- 81) in una gara da vincere per non scivolare ancora più giù in una corsa salvezza che si fa sempre più ripida. Mancano 14 gare è vero ma la prima di quelle cerchiate di rosso, è andata.
Con la Vuelle rivitalizzata da Matteo Boniciolli (seconda partita e seconda vittoria dal suo arrivo) ad espugnare il PalaCarrara, bissando la vittoria dell’andata, al termine di una battaglia intensa in cui Pesaro è stata nel complesso più sintonizzata sul match rispetto all’Oriora. A cui sono mancati i giocatori chiave, Dominique Johnson in primis che pur nel finale punto a punto si è preso e ha sbagliato molti tiri, come troppe volte in questa stagione.
A scuoterla dopo un primo quarto horror (17- 30 per una Vuelle più determinata e pronta), sono stati- anche qui in un copione che si ripete- gli operai della panchina. Della Rosa e Martini a cui la squadra si è attaccata, per riaprire un match equilibrato in cui Pistoia nella ripresa ha provato a prendere l’inerzia senza mai riuscire a farlo. Un po’ per la mole di liberi che Pesaro ha avuto e non ha sbagliato (17 in più di Pistoia), un po’ per gli errori e il poco coraggio dei deputati big che hanno marcato visita mentre la coppia pesarese “prestata” da Milano (McCree e Blackmon) ha fatto il suo. Segnando 53 punti sugli 81 di Pesaro, come i giocatori decisivi devono fare.
La differenza è stata qui: nell’atteggiamento combattivo fin dalla palla a due di Pesaro che ha risposto presente con i suoi giocatori chiave, facendo un bel passo avanti verso la salvezza. Pistoia rimane ultima, con Pesaro lontana 4 punti e il vantaggio negli scontri diretti. All’Oriora ora restano i dubbi oltre che le lamentele (pur lecite) sulla direzione arbitrale su cui si è concentrata la mini conferenza stampa di Ramagli e l’appunto del presidente Capecchi. Capitano in scadenza di contratto, mancanza di giocatori di riferimento: questi i dubbi più grossi a cui in 16 gare la società non ha risposto. Ora il tempo stringe in tutti i sensi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
