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L’indecifrabile OriOra a caccia di risposte sul rovente parquet della Sidigas Avellino
Ramagli: «I punti salvezza possono essere trovati ovunque e noi veniamo da una prestazione molto buona con Varese»
pistoia. Il Pala Del Mauro è storicamente un campo difficile su cui trovare delle risposte, tra il calore del tifo della lontanissima Avellino («una città che si fonde con la squadra», dice il doppio ex Pancotto) e il valore di una Sidigas ormai da anni squadra di altissimo livello. Lo è per tutti e soprattutto per Pistoia, che nel palazzetto irpino non ha mai vinto nelle 7 sfide di serie A tra campionato e playoff.
Eppure l’indecifrabile Oriora, che chiude oggi (palla a due ore 18) un girone di andata altalenante proprio sfidando il suo tabù, chiede alla tana dei lupi biancoverdi delle risposte. Per capire se il nuovo lampo avuto sette giorni fa contro Varese può durare o se il saliscendi pericoloso continuerà. Con i conseguenti rischi in una lotta salvezza difficile che, alla vigilia del giro di boa, la vede ultima in classifica con Pesaro e Torino, un passo dietro a Brescia, Cantù e Reggio Emilia. Un parterre di squadre che, tolta la Vuelle, ospite del PalaCarrara domenica prossima, probabilmente non avrebbero mai pensato di essere lì. Una corsa difficile a cui si sommano le difficoltà “interne” all’Oriora, ancora senza l’infortunato Gladness e soprattutto con un capitano “a gettone”, Dom Johnson, che ci sarà oggi e domenica contro Pesaro e poi chissà.
Una situazione precaria in tutti i sensi, che vede nella pur difficile gara di Avellino, un banco di prova. Anche perché, come dice Alessandro Ramagli, «i punti salvezza possono essere trovati ovunque, sono intorno a noi. Ci aspetta una partita difficile, contro una squadra in grande forma ma noi veniamo da una prestazione molto buona. Siamo rinfrancati dal successo contro Varese, abbiamo ritrovato positività e andiamo là per giocarsi le nostre chance. Consapevoli che se loro faranno una partita al loro livello sarà difficile sopravanzarli».
La Sidigas di Nenad Vucinic è una squadra solida, “cestisticamente intelligente” la definisce Ramagli, che oltre ad una rosa lunga ha talento ed energia, tanto da essere in corsa per qualcosa di importante sia in campionato (è da tempo qualificata alle Final Eight di Coppa Italia) che in coppa.
«Dopo l’uscita di Cole – continua il tecnico biancorosso – ha ritrovato nuovi equilibri, grazie a giocatori importanti che hanno fatto l’Eurolega vera. Vengono da 6 vittorie consecutive e giocano una pallacanestro controllata, grazie ad un quoziente intellettivo-cestistico alto».
Pistoia, ancora in emergenza lunghi, dovrà puntare su una prova collettiva. Come quella di domenica contro Varese, lustrata dal talento di capitan Johnson. «Dobbiamo continuare i miglioramenti nella tenuta difensiva – chiude coach Ramagli – Nelle 7 partite della seconda metà del girone d’andata, siamo scesi a circa 80 punti subiti contro i 95 della prima. Poi dobbiamo trovare risorse da tutti quanti, per noi è l’unico unico modo per competere e controllare i rimbalzi chiedendo aiuto alle guardie vista l’assenza di Gladness». —
Elisa Pacini
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