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«Non serve solo la stazza per prendere rimbalzi»

Federico Guidi
«Non serve solo la stazza per prendere rimbalzi»

Krubally ha il primato in serie A, nonostante sia uno dei pivot più piccoli: mi dicevano che non avevo i mezzi per farcela

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pistoia. «I rimbalzi sono una cosa che prendo sul personale». Ousman Krubally è il re delle carambole in Serie A, non proprio una cosa scontata se si pensa che lui è uno dei pivot più piccoli del campionato. Parlando del suo primato però il lungo di Pistoia non si monta la testa, spiegando anzi come ha fatto a conquistare questo sorprendente risultato: «Ci lavoro da tanti anni, faccio una preparazione specifica e sono un modo per dimostrare a tutti che non serve essere giocatori di stazza per prenderli, puoi farcela anche on l’allenamento, la motivazione e la voglia di arrivare. Sono consapevole di essere il primo rimbalzista del campionato, ogni tanto guardo le statistiche ma lo faccio perché penso che anche dai dati e dai numeri si possa migliorare il gioco».

La vittoria contro Varese ha rivitalizzato un ambiente ingrigito dalle quattro sconfitte arrivate nel periodo natalizio. I due punti hanno ridato entusiasmo e anche Krubally si augura che la squadra continui a mostrare progressi anche nelle prossime partite. «Credo che come squadra stiamo ancora capendo cosa funzions e cosa no: dovremmo saperlo ma ancora ci capita di vacillare in certi momenti della partita. Altre volte, proprio come successo ad esempio con Varese, siamo sicuri, non vacilliamo e abbiamo fiducia in noi e noi nostri compagni. La speranza è che in questa seconda parte di stagione possa continuare in questa direzione».

Il lungo originario di Atlanta è uno di quelli che cerca di guardare sempre il lato positivo, tanto da non farsi spaventare dalla concorrenza di Gladness, dal possibile addio di Dominique Johnson o anche solo dalla forza di Avellino, prossima avversaria della OriOra. «Gladness è stata un’aggiunta molto importante, è un giocatore di talento e con un passato in Nba. Per quanto riguarda Johnson preferisco parlare solo dei fatti e al momento lui è il nostro capitano e gioca con noi. Riguardo ad Avellino è chiaro che sono un buon team, ma noi lo possiamo mettere in difficoltà con il nostro piano partita, a patto di essere la miglior versione possibile di noi stessi».

Protagonista indiscusso in campo, Krubally però riesce a farsi notare anche fuori dal parquet, raccontandosi quotidianamente attraverso i social network, su cui è uno dei più attivi della squadra. «Instagram è il mezzo per connettermi con tutti nel mondo. Per me è difficile arrivare a questo punto, mi dicevano che non avevo i mezzi per farcela, allora credo che i social siano anche un modo per ispirare le altre persone. Inoltre Instagram mostra come sono e chi sono: un padre, un uomo di famiglia e un giocatore di basket». –

Federico Guidi

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