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Pistoia

basket serie a 

OriOra e Acqua San Bernardo, chi ha più sete vince

Elisa Pacini

Cantù (in vendita) è reduce da 8 ko consecutivi, Pistoia da 3 Coach Ramagli: abbiamo significativi margini di crescita E mi aspetto ancora di più da Peak 

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psitoia. Acqua San Bernardo e Oriora, chi avrà più sete di vittoria? Il gioco di parole e pure la rima baciata si prestano facilmente visti gli sponsor di Cantù e Pistoia che, alle 12, nell’indigesto anticipo di mezzogiorno della 13ª giornata di serie A, terz’ultima del girone di andata, si giocano moltissimo in chiave salvezza. Sul “neutro” del Pala BancoDesio servirà in verità poca poesia e molti fatti. Perché una vittoria potrebbe voler dire abbandonare l’ultimo posto ed iniziare l’anno nuovo con meno ansia.

QUI PISTOIA. Anche Cantù in origine era stata costruita per altri obiettivi e la rosa basata su un quintetto esperto, lo dimostra. Ma il presente problematico in campo e fuori (società in vendita e 8 ko consecutivi, due facce della stessa medaglia?) ne fa una diretta avversaria di Pistoia. Un po’ come Torino e Trento, danarose squadre in cerca di rilancio che contro Pistoia hanno fatto bottino pieno anche se il caos sotto la Mole dimostra che soldi ed ambizioni non vanno di pari passo con i risultati. «Cantù viene da un periodo molto difficile– dice Alessandro Ramagli– che va contestualizzato nel contesto di una società che sta cambiando. Vorranno uscire da questo momento ma noi sappiamo che i punti in palio valgono doppio. Conterà molto il lato emotivo, non dobbiamo pensare alla situazione dei nostri avversari ma a tornare a muovere la classifica dopo tre turni in cui abbiamo anche del rammarico soprattutto per la gara di Torino».

Per tamponare il rammarico c’è da continuare in quella crescita, evidente rispetto al depresso inizio, ma ancora incompleta. «Non c’è un algoritmo che ti dice quanto puoi crescere– dice Ramagli– io penso che i margini siano ancora significativi. C’è da sviluppare alcuni aspetti di gioco come far giocare due lunghi insieme o avere più stabilità dal gruppo italiano. Può crescere Peak, un rookie per l’Italia di 22 anni che nel girone di ritorno potrà sfruttare l’esperienza del girone d’andata. Mi aspetto una crescita nella stabilità di gioco nelle due metà campo, che ci faccia tenere anche nel secondo tempo l’impatto difensivo. Per ora l’abbiamo fatto solo con Brescia».

CANTU’. Doveva essere temporaneo ed invece il trasferimento a Desio (20 km dallo storico Pianella di Cucciago, il cui restyling è nel pacchetto di vendita del discusso presidente Gerasimenko) per Cantù è arrivato alla terza stagione. Qui da settimane va in scena l’orgoglio canturino dei tifosi di una piazza storica che vede il futuro a rischio, aspettando un segnale dal campo dove invece la crisi si sente eccome. Oltre alle sconfitte, le cronache parlano di allenamenti saltati da alcuni giocatori che– come ha detto coach Pashutin dopo il ko nel derby con Varese– scendono in campo pensando a se stessi». Una crisi pesante, come la posta in palio oggi. –

Elisa Pacini

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