Il Tirreno

Pistoia

Ramagli resta, la società torna sul mercato

ALESSANDRO BENIGNI
Ramagli resta, la società torna sul mercato

Il coach: «Nessuno si è tirato indietro, ma è evidente che servono rinforzi». Conferenza stampa annunciata per domani

2 MINUTI DI LETTURA





pistoia

Avanti con Alessandro Ramagli. Questa una delle poche, anzi pochissime, certezze emerse da casa Pistoia Basket all'indomani della sconfitta interna con Cremona, la sesta consecutiva in questo disastroso avvio di stagione in Serie A.

Una partita che, qualora ce ne fosse stato bisogno, ha fatto capire bene come l'attuale roster, così com'è strutturato, difficilmente potrà competere con le concorrenti anche giocando al massimo delle proprie potenzialità. «Mi sembra evidente che ci sia bisogno di qualcosa che ci dia una mano, bisogna avere l'onestà intellettuale per dirlo - aveva rimarcato nel post partita il coach livornese, analogamente a quanto detto in altre occasioni - nessuno si è tirato indietro, ma a questi ritmi con questi uomini non si può reggere per 40 minuti». Certo, anche lui avrà le sue colpe, ma l'idea dominante nell'ambiente biancorosso (compatto al suo fianco) è che sia giusto che Ramagli abbia modo di lavorare e dimostrare qualcosa con un'aggiunta che a questo punto, altra certezza, dovrà arrivare dal mercato.

E qui si entra nel campo dei dubbi, che forse verranno fugati nella conferenza stampa della società annunciata per domattina alle 11. «In questi anni tanti club sono scomparsi - aveva puntualizzato l'allenatore - è normale che si facciano tutte le valutazioni del caso, perché quel rischio va valutato. Bisogna fare il passo giusto in un momento in cui ragionando di pancia se ne farebbero quattro».

Intanto, la formula: il passaggio al 6+6 in questo momento è l'opzione più calda, visto che difficilmente sostituendo uno straniero (leggasi Patrik Auda) con un altro si risolverebbero i problemi di energia e coperta corta. E poi, l'identikit del rinforzo: un lungo non italiano, che possa integrarsi al meglio con le caratteristiche dell'attuale pacchetto dei big-man in modo da rafforzare la tenuta difensiva e poter spalmare meglio il minutaggio.«Ci abbiamo provato con tutte le forze che avevamo - aveva infatti detto Ramagli sulla partita - ma progressivamente sono venute a mancare energie e forze nervose. Faccio fatica a tirare la croce addosso a qualcuno, la partita era questa e andava giocata così. Se fossimo rimasti più attaccati forse la gara avrebbe potuto prendere un'altra piega, però abbiamo sbagliato tanto in attacco e quando hanno chiuso l'area a noi è crollato un muro addosso».

ALESSANDRO BENIGNI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino