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Ultima chiamata per OriOra col Cremona è già in ballo la A

Elisa Pacini
Ultima chiamata per OriOra col Cremona è già in ballo la A

Dopo 5 schiaffi in altrettante partite, la sfida del PalaCarrara è uno spartiacque Ma la Vanoli del ct Sacchetti viaggia col vento in poppa: 8 punti e tanto gioco 

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OriOra ultima chiamata. Siamo solo alla sesta di andata, ma quando ci arrivi dopo 5 schiaffi sonori, una classifica al palo e l’impressione di non aver fatto passi avanti, sa già di spartiacque. Alessandro Ramagli lo sa come i suoi ragazzi anche: lo ha detto capitan Johnson in settimana e lo ripete anche il coach livornese prima della gara contro la rivelazione Vanoli Cremona.

Squadra, quella del ct azzurro Meo Sacchetti (tra due settimane con l’Italbasket contro Lituania e Polonia per provare a ridare agli italiani il sogno mondiale) che viaggia col vento in poppa: 8 punti e squadra che gira. Non esattamente l’avversario più facile per «trovare quel punto di svolta» che, come dice Ramagli, deve esserci. Altrimenti la svolta sarà di altra natura, verrà dall’esterno, da un mercato che finora non ha prodotto nulla.

«Veniamo da una settimana dura di confronto all’interno della squadra e con la società – dice il tecnico biancorosso –. Ho visto una squadra consapevole di essere di fronte a una partita decisiva. I confronti sono fatti di parole, belle e costruttive, ma poi c’è solo uno strumento per cambiare trend ed è vincere. Sappiamo di giocarci tutti molto». Il primo è indubbiamente lui, nonostante la fiducia ribadita dopo la partitaccia di Trieste dal presidente Capecchi e le parole di capitan Johnson che ha fatto quadrato intorno a Ramagli spostando l’attenzione su una squadra con problemi di «comunicazione in campo».

Parole importanti ma ora servono i fatti. E contro una squadra come la Vanoli che – come nella più bella tradizione del basket firmato Sacchetti – gioca il maggior numero di possessi del campionato (96 con 88 punti segnati a gara, ndr), Pistoia deve giocoforza ritrovare argine alle sue frane difensive per non sprofondare nel valzer di canestri di Diener e soci. Una difesa dove, secondo Ramagli, il problema non è la collaborazione ma «i duelli uno contro uno, la parte individuale dove stiamo lavorando: qui dobbiamo crescere e avere più stazza in area».

Stazza, intimidazione, presenza sotto canestro: caratteristiche su cui l’OriOra fa fatica e che sembrano tracciare il profilo cercato su un mercato che non ha dato frutti. «La posizione della società, racchiusa nel comunicato, è stata chiara – dice il coach –: la scossa deve venire dall’interno, ma il club è impegnato a dare un contributo esterno. Se non siamo tornati sul mercato è perché siamo alla ricerca di risorse, non si possono fare operazioni che magari minano i conti».

«Ora dobbiamo esser bravi a vedere quello che sappiamo fare sul campo – chiude Ramagli –: non c’è più tempo per la preoccupazione che ho letto sui volti dei ragazzi nelle ultime partite, c’è solo da buttare tutto quello che si ha in campo». –



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